I ‘cuccioli’ d’orso di mamma Amarena, uccisa come si ricorderà a fucilate a fine agosto a San Benedetto dei Marsi, fuori dal Parco e dall’Area Contigua, non sono ancora in letargo e continuano a girovagare per i centri abruzzesi. Per questo c’è il forte rischio che, con l’apertura della caccia al cinghiale da ottobre a dicembre, i piccoli – che ora tanto piccoli non sono più – possano essere feriti per errore dalle squadre di cacciatori.
Su richiesta del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm) è stato allora disposta la sospensione temporanea dall’attività venatoria al cinghiale fino a tutto novembre. Le giornate di caccia perse, saranno poi recuperate nel mese di gennaio. L’assessore alla Caccia e vicepresidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, ha infatti comunicato che: “A seguito della richiesta del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise di assicurare le migliori condizioni di tranquillità e tutela della coppia di giovani orsi marsicani orfani della femmina Amarena, dopo aver incontrato il mondo venatorio, che ringraziamo per la sensibilità mostrata, si è convenuto di sospendere la caccia al cinghiale fino al 30 novembre prossimo all’interno di aree circoscritte ricomprese nel territorio dei comuni di Pescina (AQ), Gioia dei Marsi (AQ) e Lecce dei Marsi (AQ), con l’impegno ad attivarsi immediatamente per il recupero dei giorni di sospensione nel mese di gennaio”. Il presidente del Parco Giovanni Cannata ha condiviso il provvedimento che sicuramente mitiga i rischi per i due giovani esemplari di orso fino al periodo dell’ibernazione. Cesidio Vano
