(di Alessandro Iacobelli) Ilario Monterisi: il manifesto del Frosinone dal volto pulito. Giovane, senza timori, a testa alta pure in casa della capolista Inter. Oltre il risultato, si gioca a calcio fino in fondo. Il diktat di mister Di Francesco è entrato nelle vene dei ragazzi gialloazzurri dal ritiro di Fiuggi ed oggi i ciociari stanno raccogliendo i frutti del duro lavoro di preparazione estiva.
Parlavamo di Monterisi. Pugliese di Trani, il buon Ilario è nato nel 2001. Cresciuto nei vivai di Bari e Lecce, vanta esperienze anche con le casacche di Catanzaro e Fidelis Andria. Ha mosso i primi passi sul campo da terzino, ma con il tempo ha immagazzinato un bagaglio di sicurezza anche nella veste di difensore centrale. Fino ad ora in stagione, dopo il trionfo da protagonista della vittoria del torneo cadetto con Fabio Grosso in panchina, 12 presenze e 1 gol (contro l’Atalanta allo Stirpe) tra Serie A e Coppa Italia per un totale di 976 minuti disputati. Nell’immediato post-partita di San Siro il numero 30 dei ciociari ha rilasciato queste dichiarazioni: “Sicuramente ci siamo ‘goduti’ la partita come accade sempre ma abbiamo sempre massimo rispetto di tutti gli avversari e dell’Inter soprattutto. Noi interpretiamo le partite con la nostra identità di gioco. Oggi, oltre i meriti dell’Inter, negli ultimi 20 metri abbiamo peccato un po’. Secondo me abbiamo fatto comunque una grandissima partita e sono sicuro che se continuiamo su questa strada possiamo toglierci grandissime soddisfazioni”. Questione di identità “Ci siamo creati il nome grazie al modo di giocare. Abbiamo la spensieratezza, siamo giovani ma abbiamo una precisa identità di gioco”. Sul penalty concesso a Thuarm “Ancora la devo rivedere però è stata un’azione fortuita e un rigore un po’ generoso. Io vado a murare il tiro, lui allunga la gamba e mi viene addosso. Ho consigliato all’arbitro di andarlo a rivedere. Ma ormai è andata, pensiamo alla prossima”. Il gol pazzesco di Dimarco “E’ andato di piatto per mandarla sul secondo palo, una zolla del campo gli ha permesso di prenderla bene”. Ripartire subito in vista del prossimo impegno “Il mister è una persona che ci trasmette tanto. Ogni partita noi resettiamo, ci riposeremo il giusto per poi pensare alla prossima”.
