(di Alessandro Iacobelli) Estate 2015: il Frosinone partecipa per la prima volta nella sua storia al gran ballo della Serie A. Urgono rinforzi, ad esempio nel settore offensivo. Si fanno nomi, tanti e variegati. Giovani, meno giovani, possibili cavalli di ritorno, profili esotici dall’estero. Impazza il toto-attaccante in pieno calciomercato.
Siamo a fine luglio. Sotto l’ombrellone, tra un tuffo in acqua e una passeggiata lungo la riva, arriva l’ultim’ora. Mister Roberto Stellone accoglie tra le file gialloazzurre una punta esplosa nell’Inter ma, di fatto, mai sbocciata definitivamente. L’innesto di Longo va ad arricchire numericamente una zona già occupata da autentiche garanzie come Daniel Ciofani e Dionisi.
La punta classe 1992 sbarca in Ciociara accettando l’offerta di un contratto annuale dopo l’avventura vissuta a Cagliari. Con la maglia numero 12 sulle spalle però, nonostante le ottime intenzioni promesse al suo arrivo alla corte di Stirpe e Salvini, Longo non riuscì mai ad incidere nel concreto anche a causa di qualche acciacco fisico di troppo. Per lui la miseria di 18 apparizioni e parole non esattamente al miele quando, nel 2020, l’attaccante affrontò i ciociari da ex con il dente avvelenato. “A Frosinone – disse senza mezzi termini – purtroppo non è andata bene sotto tanti punti di vista, non mi sono trovato molto bene, ritrovarli per me non è una sfida particolare”.
La lista delle casacche indossato da Longo è chilometrica: Espanyol, Verona, Rayo Vallecano, Girona, Tenerife, Huesca, Cremonese, Deportivo La Coruna, Vicenza, Modena, Dordrecht e Lamia. Insomma, una promessa purtroppo non mantenuta.
