Grande partecipazione agli Stati Generali della Provincia di Frosinone.

Il salone di rappresentanza di Palazzo Gramsci non è riuscito, per tutte le tre ore di durata dei lavori, a contenere i presenti. Soddisfatto il presidente Di Stefano: “Ci sono i presupposti, l’ho capito dai vostri sguardi. Insieme cerchiamo di vincere la partita, orgogliosi di appartenere alla provincia di Frosinone”. Così ha concluso il suo intervento, a sottolineare che la prima mossa ha dato un segnale positivo e si andrà avanti decisi. Si è trattato di una prima riunione che Di Stefano ha annunciato di voler rendere sistema di progettazione e consultazione in quello che sarà il Comitato per la Crescita e lo Sviluppo Sostenibile. Il risultato, per niente scontato, è la sintesi contenuta in un documento che tutti i decisori coinvolti hanno contribuito a redarre e che costituisce la base di un percorso da intraprendere. Il Presidente della Provincia ha anche lanciato un appello all’unità nei territori e negli intenti.
Proprio a Di Stefano si è riferito il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, all’inizio del suo intervento conclusivo: “Ci vuole coraggio a mettersi in gioco, per mettersi a testa bassa a cercare di risolvere i problemi”.
E di problemi nel corso degli interventi dei vari rappresentanti delle categorie e della politica ne sono stati enumerati tanti. Ma non solo quelli, va detto. Anche sulle grandi potenzialità del territorio e soprattutto nella simbiosi con la provincia del mare, quella che completa il Lazio Meridionale con Frosinone, si sono concentrati i ragionamenti.
Rocca ha definito gli Stari Generali di Frosinone come “un grande punto di partenza” e ha dato la prima più importante notizia, l’unica vera notizia che si può sintetizzare da queste costruttive tre ore di lavori: aprirà un tavolo permanente per Frosinone e lo condurrà personalmente. Non è poco per un territorio che, nonostante le ripetute vertenze territoriali aperte negli anni non aveva mai ottenuto davvero attenzione dai vertici di via Cristoforo Colombo. Per il resto Rocca ha detto che i suoi predecessori aveva sbagliato a promettere cose che non potevano mantenere e lui, coerentemente, non ha promesso soluzioni se non su quanto aveva davvero contezza: la sanità. Aumento concreto dei posti letto al numero di 3 per mille abitanti e apertura di nuove specialistiche per lo “Spaziani” che lo renderanno quasi un Dea di II livello. Mancherà infatti la cardiochirugia, perché, ha sostenuto Rocca, Frosinone non ha i numeri per sostenerla.
Per il resto attenzione e ascolto a Fabio De Angelis per il nuovo piano rifiuti, attenzione e ascolto per il nuovo piano dell’aria, pazienza e tanta per la stazione TAV di

Frosinone (non si fa in un paio d’anni), troppi galli a cantare (tre province su quattro) per quanto riguarda il nuovo aeroporto civile. Apertura invece piuttosto netta per quanto riguarda il potenziamento del porto di Gaeta e, forse, sulle direttrici adriatiche. Il resto da vedere, studiare nel Tavolo Frosinone. Soprattutto la situazione delle ricadute sociali che un’inerzia troppo lunga sulle strategie di rilancio ha certamente causato.
GlI INTERVENTI
Il vice presidente della Camera di Commercio Frosinone-Latina Paolo Marini, ha manifestato la disponibilità dell’ente camerale ad organizzare un focus, arricchito dai dati in disponibilità, per formare una visione di lungo periodo. Il tempo, ha detto Paolo Marini, è il bene più prezioso oggi. Più prezioso anche del denaro. Non si può gestire un’attività di rilancio territoriale con un tempo breve. Oltre al tempo, altro valore indispensabile è la competenza.
Francesco De Angelis, presidente del Consorzio Industriale del Lazio ha messo l’accento sulle potenzialità del territorio. “Ci sono ombre ma anche tante luci – ha detto De Angelis – e la caricatura di questa provincia non va bene. Ci sono anche tante potenzialità e non solo problemi. Ci sono tante piccole e medie realtà industriali che hanno investito e stanno migliorando anno dopo anno”. De Angelis ha ricordato la dotazione di importantissimi insediamenti industriali in tre comparti strategici come l’automotive, il chimico e l’aerospazio. “Le imprese non chiedono finanziamenti ma risposte” ha detto ancora De Angelis e ha lanciato la proposta di una riforma che costa poco: organizzarsi per velocizzare gli aspetti burocratici nelle autorizzazioni. Ha poi elencato tutti i finanziamenti per il territorio e le industrie ottenuti con le iniziative tra Consorzio e Regione.
Miriam Diurni, presidente di Unindustria Frosinone
Ha puntato il dito sulle responsabilità ravvisabile negli uffici della Pubblica Amministrazione non sempre all’altezza delle aspettative e delle esigenze degli investitori. Questo sia per lungaggini burocratiche sia – a suo dire – per mancanza di competenza. La Diurni ha anche puntato il dito sul SIN, con un perimetro troppo ampio e che va ridotto basandosi su reali dati dell’inquinamento. “Il Piano della qualità dell’aria – ha detto ancora la Diurni – è tra i più severi in tutta Europa e dunque ci pone in serie difficoltà nella concorrenza tra i territori. Se servisse a migliorare la qualità dell’aria andrebbe anche bene ma i dati dell’Arpa dicono che alle emissioni in atmosfera prodotte dalle industrie sono solo per il 7%. I depuratori – ha continuato la Diurni – sono un problema gravissimo. La presidente di Unindustria Frosinone ha poi parlato anche delle difficoltà del settore Automotive in continua trasformazione; del mancato ingresso nella ZES unica del sud e della necessità di pensare lo sviluppo in senso comprensoriale con la provincia di Latina e con il sud-ovest di quella romana.
Giuseppe Massafra, segretario Frosinone-Latina Cgil
“E’ un territorio che ha grandi potenzialità ma è ingessato nelle sue fragilità strutturali”. Ha rivolto una domanda alle istituzioni presenti “che hanno la responsabilità delle decisioni”. “Anche in questo territorio stanno arrivando tante risorse pubbliche, orientate allo sviluppo dei territori, il PNRR vale quasi 900 milioni per la provincia di Frosinone, la domanda è secca: quando apriamo un tavolo di confronto negoziale per indirizzare bene queste risorse? Quando un tavolo di confronto per stabilire delle strategie di sviluppo per questo territorio e per il Lazio?
Enrico Capuano, segretario provinciale Cisl di Frosinone
“Tutto il territorio è qui. E’ la prima pietra per iniziare a costruire un sistema di nuovo sviluppo. Ma una volta fatto lo screening delle malattie bisogna trovare la cura. I tempi sono maturi per mettere in campo la terapia. Soprattutto la Regione può farlo”.
Il rettore dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale ha sostenuto che la risposta per dare delle prospettive di crescita è il combinato disposto tra alta formazione e formazione professionale. Molto importanti per lo sviluppo della formazione sono le infrastrutture e i trasporti efficienti. “Gli studenti, infatti, non si muovono in automobile”.
Fabio De Angelis, presidente della Società Ambiente Frosinone
Ha messo in luce la contraddizione dei sostenitori dell’economia circolare che, al contempo, non vogliono le strutture basilari per ottenerla: gli impianti. Il tema legato all’economia circolare deve essere affrontato con coraggio. E’ stimato in circa il 25% in più il costo Tari nel Lazio per i trasporti dei rifiuti dal centro Italia verso gli impianti del nord. Il deficit impiantistico nel Lazio non è più sostenibile. Al presidente della Regione ha detto: “è il momento della responsabilità e bisogna compiere delle scelte”.
L’on. Nicola Ottaviani ha sottolineato che il problema dell’esclusione della ZES ha gravi colpe in chi, in commissione europea, non ha sottolineato che il Lazio non è Roma e i parametri per essere area depressa le province del Lazio li hanno purtroppo tutti. Quindi le province del Lazio rischiano di restare schiacciate tra le zone Zes che hanno tutte intorno e l’area romana. “Noi abbiamo la possibilità oggi – ha detto Ottaviani – di guardare ai nuovi mercati, magari quelli balcanici, dunque la necessità di collegare i nostri porti con quelli a est per far passare le merci su una trasversale che può essere asse di grande sviluppo.
Per Ruspandini piccolo è decisivo. Forte richiamo all’identità e riconoscimento del problema più evidente, quello della regione macrocefala con soltanto Roma che traina. Occorre – ha detto Ruspandini – un riordino istituzionale che consenta alle province del Lazio la rappresentanza che merita. Non è una battaglia di retroguardia.
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