(di Cesidio Vano) Sono 41,5 milioni gli italiani che presentano la dichiarazione Irpef al fisco, ma a dover versare almeno un euro allo Stato sono solo 31,4 milioni. In pratica solo un italiano su due versa l’imposta al fisco. Ed infatti, se rapportato alla popolazione totale, c’è una dichiarazione Irpef positiva ogni 1,9 abitanti. Se c’è grande divario tra Nord e Sud d’Italia, resta stabile il Centro, soprattutto grazie al Lazio, anzi a Roma che è sede delle istituzioni repubblicane, delle istituzioni estere e del Vaticano: così, il Lazio riesce anche a far registrare il versamento Irpef pro-capite più alto di ogni regione, con 6.867 euro mediamente pagati al fisco.
Il dossier Sono questi alcuni dei numeri che racconta lo studio realizzato dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, che ha analizzato i dati forniti da MEF e Agenzia delle Entrate, all’interno della settima edizione del Rapporto “La Regionalizzazione del Bilancio Previdenziale italiano”. I numeri si riferiscono ai redditi 2021, dichiarati nel 2022, è rivelano l’ammontare dei versamenti per la più importante imposta diretta: il totale dei redditi prodotti nel 2021 ai fini Irpef è di 894,162 miliardi, per un gettito Irpef generato di 175,17 miliardi (157 per l’Irpef ordinaria; 12,83 per l’addizionale regionale e 5,35 per l’addizionale comunale), in crescita rispetto all’anno precedente quando erano 164,36 miliardi. Un forte divario tra Nord e Sud I dati confermano però, come è stato sempre nel passato, un forte divario geografico tra il Nord e il Sud, con il Centro che resta stabile anche e soprattutto grazie ai numeri del Lazio, che però giovano di tutte le attività governative accentrate a Roma, della presenza di istituzioni straniere nella Capitale e anche del peso economico del Vaticano. Il 2021 è stato un anno di recupero dell’economia dopo la crisi pandemica del 2020. Il gettito fiscale è stato di 10,8 miliardi di euro (+6,57%). L’aumento ha superato abbondantemente la perdita di 8,2 miliardi registrata nell’anno precedente, con il Nord che registra un incremento di gettito del 7,18% dal -5,38%, a fronte del 5,97% dal -4,58% del Centro e del 5,54% dal -4,75% del Sud. Guardando sempre i dati Irpef si vede che il Nord contribuisce per 100,6 miliardi, pari al 57,43% del totale, il Centro con 38,2 miliardi pari al 21,83% del totale, mentre il Sud porta in dote 36,3 miliardi, pari al 20,74% del gettito complessivo. Il caso Lombardia Una situazione di forte squilibrio insomma, che si comprende meglio se si dà uno sguardo alle singole regioni: con poco meno di 10 milioni di abitanti, infatti, la Lombardia versa 40,3 miliardi di Irpef, vale a dire un importo maggiore dell’intero Mezzogiorno, che ne conta almeno il doppio di abitanti, e persino superiore a quello dell’intero Centro (11,8 milioni di abitanti); al Nord spiccano anche l’Emilia Romagna (16,3 miliardi di imposta versata), il Veneto (15,8 miliardi) e il Piemonte (14,9 miliardi), anche in termini di incremento percentuale rispetto all’anno precedente (rispettivamente +7,2%, +7,8% e +6,7%); al Centro, con l’esclusione del Lazio che, come detto, beneficia di tutte le attività accentrate dello Stato, la Toscana contribuisce con 11,6 miliardi di gettito (+7,2% rispetto al 2020) mentre al Sud Campania, Sicilia e Puglia, ovvero le regioni più popolose, versano rispettivamente 10, 8,1 e 7,2 miliardi. Rapporto contribuenti-versanti/popolazione Stesso discorso se si osserva il rapporto tra contribuenti che versano almeno un euro di Irpef al fisco e la popolazione. Se si rapporta il numero dei contribuenti con quello degli abitanti, risulta che al Sud, a ogni singolo contribuente, corrispondono 1,61 abitanti; 1,4 al Centro e 1,33 al Nord, valori che riflettono il minore tasso di occupazione nelle regioni del Sud. Al Nord i contribuenti sono il 75% della popolazione, ma quelli che versano almeno 1 euro di Irpef rappresentano il 60%, al Centro i contribuenti rappresentano il 71,5% della popolazione ma i versanti solo il 54,7% e al Sud la quota di contribuenti è pari al 62,3% ma solo il 42,19% dichiara un reddito positivo. Gli importi pro-capite Osservando il versamento Irpef pro-capite, emerge che al Nord l’importo è di 6.098, al Centro di 5.932 euro e al Sud di 4.313 euro. A livello di singola regione, il versamento pro-capite vede sempre in testa il Lazio con 6.867 euro (la regione ospita sia le istituzioni, italiane e straniere, sia il Vaticano); seguono la Lombardia con 6.837 euro, la provincia autonoma di Bolzano con 6.080 euro, altre regioni del Nord (Emilia Romagna, Piemonte, Liguria, Veneto) e la Toscana con più di 5.000 euro circa. Quello per abitante vede invece in testa la Lombardia con 4.035 euro, seguita poi dalla provincia autonoma di Bolzano con 3.839 e dunque dall’Emilia-Romagna con 3.665 euro; sul versante opposto, le quote più basse si trovano in Calabria con 1.621 euro per abitante, seguita dalla Sicilia con 1.678 euro, ben al di sotto dei 2.144 euro annui della spesa pro capite per la sola sanità. Analisi per fascia di reddito Nel dettaglio della ripartizione regionale dei contribuenti per fasce di reddito, emerge che: – i dichiaranti redditi fino a 15.000 euro rappresentano al Nord il 35,95% del totale e il 27% degli abitanti, al Centro rispettivamente il 41,9% e il 29,8% degli abitanti e al Sud il 54,1% e il 33,7%; – i contribuenti con redditi da 15.000 a 29.000 euro sono per il 38,75% del totale e il 29,1% degli abitanti residenti al Nord; il 34,7% e 24,8% rispettivamente per il Centro con il Sud fermo a 29,8% e 18,6%; – per la fascia con redditi tra 29.000 e 55.000 euro troviamo il Nord con il 19,34% di contribuenti e 14,52% di cittadini, il Centro con il 17,8% e 12,7% e il Sud che si stacca ancor più con il 13,1% e l’8,1%; – per la fascia con redditi fra 55.000 e 100.000 euro troviamo al Nord il 4,24% di contribuenti, pari al 3,2% della popolazione, al Centro il 4,1% e 2,7% mentre al Sud il 2,3% e 1,4%; – infine, si registrano per i redditi oltre i 100.000 euro l’1,72% e l’1,29% al Nord, l’1,56% e l’1,11% al Centro mentre il Sud segna lo 0,72% e lo 0,45%.
