Cultura – Giovanni Fontana vince il Premio Pagliarani alla carriera

Andrea Tagliaferri
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La notizia è stata diffusa nelle ore scorse dal comitato organizzatore del concorso dedicato ad Elio Pagliarani, uno dei maggiori poeti del Novecento, voce drammatica e di ispirazione che ha messo in luce, con una vena drammaticamente ironica, il degrado della modernità e la meccanicizzazione dei rapporti umani.

L’Associazione Elio Pagliarani ha indetto per l’anno 2023 la nona edizione dell’omonimo Premio, che lo scorso anno celebrava il decennale dalla morte dell’artista; un concorso nato con lo scopo di promuovere e valorizzare, nel solco delle scritture sperimentali, le poetiche e la ricerca letteraria che siano volte all’innovazione linguistica e alla creatività. Il Premio Nazionale Elio Pagliarani, presieduto da Cetta Petrollo Pagliarani e indetto dall’Associazione letteraria Premio nazionale Elio Pagliarani-centro studi e biblioteca sulla poesia contemporanea, in collaborazione con i Comitati organizzativo e promotore e con l’Associazione Amici delle biblioteche, mira a ricordare il magistero del grande poeta del Novecento che svolgeva con le sue opere e con i Laboratori di poesia, tenuti a Roma fra anni Settanta e Ottanta, dai quali passarono molti degli autori che continuano a far parte dell’attuale panorama poetico della Capitale. Quest’anno, come detto, la giuria ha deciso di assegnare il Premio alla carriera al poeta sonoro e performer di fama internazionale ma ciociaro Doc, Giovanni Fontana. La carriera di Fontana è impossibile da riassumere in poche righe, basti pensare che oltre ad essere un architetto e ad aver insegnato per molti decenni nelle scuole superiori, a livello artistico ha iniziato la sua attività con le avanguardie a inizi anni Settanta e con le sue opere, sonore e visuali, ha profondamente segnato gli sviluppi della poesia e delle arti visive degli ultimi quarant’anni. È arrivato a teorizzare (e praticare) la poesia ‘epigenetica’ che non è interessata alla produzione di variazioni continue del testo, che rimane fisso nelle sue fondamenta una volta composto, ma va a puntare e studiare le sue variazioni espressive e della messa in atto. Un po’, appunto, come nella fisica e chimica in cui il DNA è fisso mentre le manifestazioni della materia organica mutano e si evolvono a seconda del contesto-ambiente. Andrea Tagliaferri
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