(di Dario Facci) L’acronimo è ZLS e sintetizza Zona Logistica Semplificata. Si tratta di una specie di ZES, la Zona Economica Speciale della quale tanto si è parlato nei mesi scorsi come un’opportunità per le imprese del sud Italia e per la quale tante iniziative si sono intrecciate a vari livelli amministrativi affinché il Parlamento inserisse in quel decreto anche le province di Frosinone e Latina, fino alla doccia fredda di qualche giorno fa, quando si è capito che ogni tentativo era stato vano. Per evitare problemi con alcuni territori del nord che voleva anche loro quei benefici, nessuna integrazione al piano già disposto è stata fatta, a discapito delle iniziative di importanti esponenti di centrodestra, come i deputati di Fratelli d’Italia Ruspandini, Pulciani e Mattia come l’On. Nicola Ottaviani, leghista ex sindaco di Frosinone, oltre alle iniziative dei parlamentari del Pd, dei consiglieri regionali del Lazio meridionale, di Fratelli d’Italia e della Lega come pure quelli del Pd. Tutto inutile.
La ZLS, dunque, entra in ballo proprio per iniziativa dell’On. Nicola Ottaviani, il quale ha presentato un ordine del giorno insieme alla collega Giovanna Miele, che impegna il Governo ad adottare provvedimenti di ausilio alle zone di lavoro delle province di Frosinone e Latina, in quanto particolarmente rilevanti per l’economia non solo dei loro territori. Frosinone e Latina, hanno sottolineato Ottaviani e Miele, sarebbero particolarmente penalizzate dalla ZES che agirà nei territori immediatamente confinanti. La ZLS, guarda caso, è bell’e pronta perché nel 2022 il Consiglio Regionale del Lazio approvò il documento “Zona Logistica Semplificata del Lazio” che prevede anche finanziamenti e che, per diventare operativo necessita di un Decreto del Presidente del Consiglio. La ZLS della Regione Lazio include i territori dei 29 comuni del Lazio nei quali ricadono le più importanti zone di lavoro della regione: Allumiere, Anagni, Aprilia, Cassino, Ceprano, Cisterna di Latina, Civita Castellana, Civitavecchia, Colleferro, Ferentino, Fiano Romano, Fiumicino, Fondi, Formello, Formia, Frosinone, Gaeta, Guidonia, Latina, Monterotondo, Orte, Pomezia, Pontinia, Rieti, Roma, Santa Marinella, Tarquinia, Tolfa e Viterbo. Il Governo potrebbe attivare, con un decreto ad hoc, questo provvedimento che riguarda, com’è evidente, non solo le province di Frosinone e Latina, oppure pensarne un altro più specificamente tarato. E’ evidente che i tempi cambierebbero e il percorso sarebbe ben più incerto.
