Sora tra calcio, storia e cultura: lettera aperta di mister Claudio Di Pucchio

Alesssandro Iacobelli
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Il Di Pucchio pensiero a 360°. Il Maestro scrive su Sora e sul Sora. L’artefice, da giocatore prima e da tecnico poi, di tanti successi bianconeri prende spunto dalla splendida coreografia realizzata domenica dalla tifoseria volsca sugli spalti del Tomei nel pre-partita di Sora-Campobasso.

Il calcio implica innumerevoli risvolti socio-culturali e politici. Sì, perché dietro uno striscione apparentemente innocuo c’è tanto altro. La città natale di Vittorio De Sica, appunto, vanta trascorsi storici di estrema rilevanza in termini di posizionamento politico-istituzionale. Riferimenti che in troppi dimenticano, ignorano o probabilmente non conoscono. Questa la lettera aperta scritta da mister Claudio Di Pucchio “Esprimo con soddisfazione e mi complimento con la tifoseria del Sora che è riuscita ad interessare positivamente anche la stampa a livello nazionale, con una coreografia stupefacente, durante la partita contro il Campobasso. Uno striscione artistico che ha ricordato a tutti la vetustà e la nobiltà del calcio sorano negli anni in cui Sora era la città più grande e più importante del nord della provincia di Terra di Lavoro ed era sotto prefettura di Caserta Provincia. Mi ha meravigliato che la stampa (specie quella locale) non abbia sviluppato sufficientemente il dato storico suddetto. Invece, trovo molto negativo il rilievo storico-sportivo con il quale si ricordava che il Campobasso ed il Sora si erano incontrati già in Serie D, per quattro volte, nella stagione 2000-2001. Non so se si tratta di superficialità o di scarsa conoscenza o, peggio ancora, di mistificazione. Chiarisco che nel 2000-2001 si trattava di un campionato organizzato dalla Lega Professionisti con 60 squadre partecipanti, divise in 3 gironi con 6 promozioni (3 dirette più 3 con playoff). L’attuale campionato di Serie D è organizzato dalla Lega Nazionale Dilettanti, si compone di 9 gironi con ben 18 promozioni, con adempimenti burocratici, fiscali ed economici ben diversi dagli oneri che venivano sostenuti nel professionismo in C2”. Fuori dal testo lo stesso Di Pucchio esorta il panorama scolastico volsco al fine di dedicare un degno spazio al racconto e all’insegnamento della storia sorana nelle classi del territorio.
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