Frosinone – Ex collaboratore di giustizia accusato di tentato omicidio, il giudice lo assolve

Marina Mingarelli
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Ex collaboratore di giustizia accusato di tentato omicidio e maltrattamenti sulla moglie: il giudice lo assolve. Il pubblico ministero, va detto, nei confronti dell’imputato, aveva chiesto tre anni e sei mesi di reclusione. L’uomo residente a Frosinone doveva anche rispondere di mancata corresponsione dell’assegno di mantenimento per le due figlie.

L’uomo è stato assolto per insussistenza del fatto. La vicenda risale al 2021 quando il frusinate che si trovava sotto protezione era stato trasferito con la moglie in una località protetta. E proprio mentre si trovava in quel luogo erano iniziate le incomprensioni con la coniuge che alla fine lo aveva denunciato. A detta della donna il marito che nutriva nei suoi confronti una gelosia morbosa aveva tentato persino di accoltellarla. Un’altra volta addirittura aveva tentato di colpirla con una pistola. Accuse pesanti che hanno portato il collaboratore di giustizia sotto processo per i reati ascritti. Ma grazie alla convincente arringa dell’avvocato difensore Alfredo Scaccia, il giudice del collegio del tribunale di Padova si è pronunciato per l’assoluzione. “Per il mio assistito- ha riferito il legale – è stata la fine di un incubo durato anni”. Il difensore ha dimostrato in aula che il suo cliente non aveva mai lanciato un coltello contro la moglie. Il tentato accoltellamento era inverosimile perché, a detta della vittima, l’arma da taglio sarebbe stata lanciata da una distanza di due metri. Se ciò fosse stato vero sarebbe stato impossibile non colpire la donna da una distanza così ravvicinata. Per quanto riguarda le minacce con l’utilizzo della pistola, l’avvocato Scaccia è riuscito a dimostrare che la pistola rinvenuta nella casa al momento dei fatti e sottoposta a sequestro era una pistola giocattolo. Altro elemento che è stato smontato in aula la mancata corresponsione alle figlie minorenni dell’assegno di mantenimento. “All’epoca dei fatti – ha continuato il difensore – il mio assistito era collaboratore di giustizia e i proventi che lo Stato gli dava li ha sempre versati alla famiglia. Alla luce degli elementi raccolti dal difensore, il giudice del tribunale di Padova si è pronunciato per l’assoluzione. Mar.Ming.
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