Oggi a Montecassino l’ultimo saluto a Dom Pietro Vittorelli

Paola Polidoro
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(di Paola Polidoro) Oggi pomeriggio l’ultimo saluto a Dom Pietro Vittorelli, abate emerito di Montecassino e 191esimo successore di San Benedetto.

Una cerimonia composta quella presieduta dall’abate Dom Luca Fallica. Vittorelli si è spento a Roma nei giorni scorsi, poco più che sessantenne, a causa di un malore. Alla guida della comunità monastica dal 2007, aveva poi lasciato l’incarico per motivi di salute nel 2013. Nel 2009 aveva accolto Papa Benedetto XVI nella sua Visita Pastorale alla città di Cassino e alla comunità monastica in Abbazia. Riposerà nel cimitero monastico adiacente la Basilica Cattedrale. “Il Signore ascolta la voce del nostro grido. E nel salmo questo grido di angoscia si trasforma e diventa un grido di speranza. Abbiamo infatti pregato anche queste parole: ‘Io spero, Signore. Spera l’anima mia, attendo la sua parola’. Nell’attesa, il grido si trasforma e diventa grido di speranza. Di questa attesa ci ha parlato anche la prima lettura, tratta dal Libro delle Lamentazioni, dove affiorano di nuovo, intrecciate insieme, l’attesa e la speranza queste le parole di Dom Luca Fallica nell’omelia. “Torniamo ad ascoltare, e facciamo memoria di alcuni versetti di questo testo: ‘Mia parte è il Signore – io esclamo, – per questo in lui spero”. Buono è il Signore con chi spera in lui, con colui che lo cerca. È bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore. Signore, Signore. Questo è il vero grido che deve esserci sempre nel nostro cuore e sulle nostre labbra. Il grido che ogni monaco custodisce nel segreto della sua vita monastica e della sua ricerca di Dio. Non solo il grido dell’angoscia, non solo il grido della speranza, ma il grido che pronuncia e invoca il nome del Signore. Un grido che risuona due volte anche per questo motivo: conosciamo il Signore quando ci chiama alla vita, nella nostra nascita, ma anche all’inizio della nostra vocazione; torniamo a conoscere più profondamente il Signore quando, alla fine della vita, lo incontriamo nella morte, e allora davvero lo vediamo faccia a faccia, ed è saziato il nostro desiderio, esaudita la nostra attesa, pacificato il nostro grido”. Presenti in cattedrale molti amici e conoscenti di Dom Pietro, tanti volti di San Vittore del Lazio, paese d’origine dell’ex abate. Ma anche amici di gioventù. In rappresentanza del sindaco il vice, Francesco Carlino e il consigliere Gino Ranaldi in rappresentanza della Provincia. Diversi i volti dei cassinati che, anche in maniera discreta, hanno deciso di essere presenti a questo ultimo saluto all’uomo che per anni ha rappresentato un punto di riferimento importante per tutto il territorio. “Accoglimi, sostienimi, Signore. Il Signore ci accoglie nelle sue mani, da sotto, e ci sostiene, in quelle sue mani che non perdono nulla, e ci tornano a dare vita, e vita eterna. Al termine di questa celebrazione torneremo a cantare il Suscipe per d. Pietro, per consegnare la sua vita e la sua speranza nelle mani misericordiose di Dio, che non perdono nulla e nessuno – ha concluso nell’omelia Dom Luca – È bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore. Trovino silenzio le nostre parole, anche le parole dei nostri giudizi o delle nostre polemiche, e risuonino piuttosto le parole della promessa di Dio, e insieme ad esse le parole della nostra preghiera, che affida e consegna dom Pietro all’incontro con il Signore, Padre e custode di ogni vita”. Con la celebrazione di oggi e l’addio a dom Pietro Vittorelli si chiude un’era a Montecassino, fatta di studio, di polemiche, di scandali e di giudizi. Di cambiamenti e di un nuovo percorso per il monastero e per la diocesi. Dom Pietro resterà per sempre nella casa di San Benedetto.
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