Fu ‘danno esistenziale’. Ora c’è la conferma anche della Corte di Cassazione che ha legittimato la sentenza già emessa dal Tribunale di Cassino nel 2019. Ma la vicenda di cui parliamo risale a oltre 10 anni fa. Nel 2012 quando un treno che percorreva la linea ferroviaria Roma-Cassino rimase bloccata per la neve e i passeggeri rimasero letteralmente abbandonati a se stessi, senza assistenza da parte di Trenitalia. A dare notizia della sentenza, depositata solo alcuni giorni fa dai giudici ermellini, è stato il Codacons che si è battuto nell’interesse dei pendolari e dei consumatori vittime di quel serio disservizio e che ora annuncia: “la decisione della Cassazione apre le porte ai risarcimenti per gli utenti in caso di disservizi ferroviari”.
Con la sentenza n. 28244/2023, la Corte di Cassazione, terza sezione civile, riconosce in modo definitivo il “danno esistenziale” da ritardo del treno. Come accennato la riguarda un treno pendolari rimasto bloccato sulla linea Roma-Cassino il 3 febbraio 2012 quando, a seguito di una nevicata nella zona, la circolazione ferroviaria venne sospesa e i passeggeri furono costretti ad attendere 23 ore per arrivare a destinazione, senza ottenere la dovuta assistenza; rigettando il ricorso di Trenitalia, gli Ermellini hanno confermato la decisione del Tribunale di Cassino che, nel 2019, aveva condannato la società ferroviaria al pagamento di 400 euro a titolo di risarcimento. La Cassazione ha infatti ritenuto che “i bollettini meteorologici risultavano aver chiarito in misura sufficiente – al di là quindi delle pur possibili evoluzioni ulteriormente peggiorative – a dover indurre l’esercente il servizio di trasporto ferroviario a predisporre, con precauzionale diligenza, misure organizzative di assistenza, indipendentemente, cioè, dalla possibilità di porle in essere, in forma ridotta, una volta concretizzata la situazione di emergenza […] Il Tribunale ha evidentemente quanto ragionevolmente ritenuto il travagliato viaggio di quasi ventiquattro ore continuative in defatiganti condizioni di carenza di cibo, necessario riscaldamento e possibilità di riposare, un’offesa effettivamente seria e grave all’individuabile e sopra rimarcato interesse protetto, tale da non tradursi in meri e frammentati disagi, fastidi, disappunti, ansie o altro tipo di generica insoddisfazione”. Secondo la Cassazione, infine, “la invocata normativa, nazionale e comunitaria in tema di tutela cui è tenuto il prestatore del servizio di trasporto ferroviario è volta ad assicurare forme di «indennizzo» per le ipotesi di cancellazione o interruzione o ritardo nel servizio, ma non anche a impedire che, qualora ne sussistano i presupposti, sia accolta la domanda giudiziale di risarcimento di ulteriori pregiudizi tutelati e lesi”. Carlo Rienzi, presidente di Codacons ha infine spiegato: “Si tratta di una decisione importantissima che finalmente riconosce in modo definitivo i danni sul fronte esistenziale subiti dagli utenti in caso di ritardi prolungati dei treni anche se legati al maltempo. Una sentenza che ora potrà essere richiamata in tutte quelle situazioni in cui un disservizio ferroviario causerà danni morali quali, ad esempio, appuntamenti annullati, visite mediche saltate, esami universitari persi, ecc.”. Cesidio Vano
