(di Paola Polidoro) Il senatore Carlo Calenda a Cassino per parlare di Stellantis. Il leader di Azione ha passato in rassegna la situazione del comparto automobilistico. La crisi dell’automotive locale rispecchia quella europea. “In questo momento non c’è nessun piano industriale concreto di Stellantis per l’Italia. O per Cassino”, ha commentato duramente Calenda.

A Cassino la situazione è veramente molto difficile: dalla fine del 2017, siamo al 62% in meno della produzione e al 30% in meno dei livelli occupazionali. Occhi puntati sullo stabilimento Cassino Plant, per il quale il leader di Azione incalza “Non pensate di risolvere il problema del futuro di questo stabilimento se non diventa una vertenza nazionale. La realtà è che non si conosce il vero piano industriale del Ceo Tavares”. Dito puntato pure sull’eccessivo “silenzio” sulla questione a livello nazionale, ed è proprio questo l’obiettivo di Azione: girare le città che ospitano i principali stabilimenti e parlare. Un confronto aperto che possa portare alla luce le realtà,

sollevare la questione e farne parlare. Affinché questa situazione non passi inosservata agli occhi del Paese. “Più che di una fusione si è trattato di una vendita a tutti gli effetti ai francesi. Che sull’elettrico sono molto avanti”. Le incognite all’orizzonte sono molte e altrettante le preoccupazioni. “E’ necessario analizzare i dati e parlarne a livello nazionale perché nessuna fabbrica si salva da sola”. Ed è da Cassino che oggi è partito il tour di Calenda, un viaggio che toccherà le città che ospitano non solo gli stabilimenti Stellantis, ma anche Magneti Marelli. Diversi gli spunti. A fare gli onori di casa il sindaco Enzo Salera che ha descritto con preoccupazione gli effetti della crisi dell’indotto e del comparto dell’automotive che incide a livello non solo economico ma anche sociale in tutto il territorio. Presente al tavolo dei lavori anche il consigliere regionale Alessio D’Amato.