Frosinone – L’Aparf tira la volata all’aeroporto di Frosinone: è il momento giusto per puntare sul terzo scalo del Lazio

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Amore e odio. In un rapporto quasi schizofrenico. È quello che si vive a Frosinone e provincia per l’idea di uno scalo aereo nel Capoluogo ciociaro: un aeroporto a Frosinone, momenti di sogno (perché rilancerebbe il territorio, l’economia, il lavoro, lo sviluppo) e momenti di battaglie (perché inquina, fa rumore, è pericoloso, sarebbe l’ennesima incompiuta).

Siamo ad un altro giro di boa – o di cambio d’umore a voler mantenere la metafora psichiatrica – perché all’orizzonte del prossimo decennio ci sono una serie di potenziali appuntamenti internazionali che vedono il Lazio al centro e che metterebbero sul tavolo milioni e milioni di euro, se non miliardi, per possibili investimenti, compresi quelli per un terzo scalo regionale (dopo Fiumicino e Ciampino). A crederci, ad essere convinti che Frosinone possa ospitare l’aeroporto civile, è l’attiva associazione Aparf (che sta per Associazione Progetto Aeroporto di Roma Frosinone) convinta – e di certo non a torto – che i due scali romani (con Ciampino pieno di acciacchi e diretto verso un ridimensionamento) non possono bastare (né al Lazio né all’Italia). “Tra pochissimi giorni si saprà se l’Italia sarà protagonista di Expo2030 – scrivono fa Aparf – e si spera vince su Busan Korea e Ryad Arabia Saudita, ma si sta già lavorando per l’evento del Giubileo2025, si gettano le basi anche per gli Europei di Calcio 2032 e per l’evento che avremo nel 2033 ovvero la Celebrazione dei 2033 anni dalla nascita di Gesù Cristo, che contribuirà a incrementare le percentuali del turismo religioso che ogni anno visitano il nostro Belpaese che da tutti i punti di vista non è secondo a nessuno. Avremo presto aggiornamenti dal Governo, probabilmente entro Gennaio 2024 o forse anche qualche settimana prima, si saprà se Frosinone potrà avere finalmente, uno Scalo Aeroportuale Civile”. Tiziano Schiappa, presidente di Aparf evidenzia come si siano ormai chiariti “alcuni importanti punti e vale a dire: dove avrà continuità la Scuola volo che da Frosinone passerà a Viterbo, per alcuni già partiti e per altri già confermati gli importanti finanziamenti per gli aeroporti di Linate, Bologna e Salerno. Risolta l’apertura dell’aeroporto di Foggia e confermati gli importanti investimenti per il Vertiporto di Taranto-Grottaglie, resterà da conoscere gli sviluppi per la continuità degli Aeroporti di Roma e Firenze”. Quindi Schiappa analizza la situazione degli scali romani: l’aeroporto di Ciampino è troppo vicino alla Capitale, troppo piccolo, troppo rumoroso, inquinante e non idoneo per un ulteriore sviluppo; il Leonardo Da Vinci di Fiumicino è da record, con milioni di visitatori annuali, scali delle migliori compagnie aeree mondiali e soprattutto profitti sempre in crescendo: un vanto per l’Italia, ma ciò non basta e purtroppo per ulteriore sviluppo di una quarta pista ancora non si è trovata la soluzione. Tutto questo mentre il traffico commerciale è in continuo aumento specialmente dopo le conferme e le stime arrivate da Iata. “Per tale motivo la Capitale ed il sistema aeroportuale del centro Italia non potranno bloccarsi – dice Schiappa -. Da qui l’importanza di un ulteriore sviluppo di un nuovo aeroporto proprio a Frosinone, infrastruttura che andrà a supporto di tutto il network di ADR (Aeroporti di Roma, nda)”. Da Aparf sono convinti che Frosinone abbia “tutti gli ingredienti per far bene, collegamenti ferroviari che ci permettono di raggiungere da Frosinone sia Napoli che Roma, la pianificazione della prossima fermata TAV, l’ingresso dei caselli autostradali adiacenti il sedime aeroportuale di Ferentino e Frosinone e l’importante superstrada Ferentino-Sora, mettono in connessione un sistema che unisce in una logica di network strutturato nazionale il nostro territorio ad un sistema intermodale delle infrastrutture”. Certo c’è anche molto latro da fare e da potenziare ma c’è attenzione anche ai temi ambientali: “E’ importante parlare di green, fotovoltaico e inquinamento zero; usare materiali di nuova concezione che andranno a garantire che la stessa infrastruttura aeroportuale nasca già con una gestionalità operativa e amministrativa “Carbon Neutral”, come oggi è per Aeroporti di Roma” dice Schiappa che aggiunge: “La zona individuata tra Frosinone e Ferentino dal canto proprio mette a disposizione territori ancora lasciati liberi, idonei per costruire una pista di ampia lunghezza (per consentire l’operatività dei principali aeromobili per l’aviazione civile, commerciale e cargo) ma anche hangar per la manutenzione dei velivoli, ampi spazi per l’aerostazione e per gli ambienti comuni condivisi. Immaginiamo un territorio che vada in controtendenza a quella che attualmente è la situazione lavorativa, economica e sociale a livello territoriale. Abbiamo lavorato alacremente dal primo giorno della nostra costituzione associazionistica per tale causa. Poiché solo una visione che unisca l’intermodalità su gomma, treno e aeroporto potrà finalmente risvegliare e far ripartire tutta la Provincia da una depressione acuta che ormai va avanti da molti anni”.
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