Cassino – Stellantis “Valorizza” gli immobili per rilanciare lo stabilimento di Piedimonte. D’Amato (Azione) chiede chiarezza e certezze

Cesidio Vano
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Tempi moderni. E di cose ne sono cambiate. Nell’industria automobilistica, poi, la rivoluzione è sempre più veloce e costante. E quello che la “fabbrica di auto” era quaranta anni fa, oggi non esiste più. Oggi si dice “automotive”. Ed inevitabilmente, quindi, anche gli spazi e le aree a servizio delle aziende vanno rivisti e ripensati. “Riorganizzati” e “valorizzati”, si dice. Per dare un senso positivo a qualche dismissione, cessione, accantonamento o vendita di immobili e strutture; ‘valorizzare’ per non allarmare e ‘riorganizzare’ per non far pensare a un ridimensionamento.
È quanto sta accadendo anche presso lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, dove l’azienda è impegnata in un’attività di “valorizzazione immobiliare” per riorganizzarsi e rilanciarsi, di fatto sta ridimensionandosi, eliminando gli spazi di cui non ha più bisogno, perché la “Fiat” di oggi non è di certo più la “Fiat” degli anni ‘70 e ‘80.

Una scelta che parrebbe essere in perfetta sintonia con il futuro delineato, già lo scorso mese di marzo, dalla società: “Lo stabilimento Stellantis Italia di Cassino, dove attualmente vengono prodotti veicoli dei marchi premium e di lusso, quali Alfa Romeo e Maserati, estenderà la propria attività alla produzione di veicoli basati sulla piattaforma BEV flessibile STLA Large” faceva sapere a primavera l’ufficio stampa Stellantis, spiegando che “lo stabilimento di Cassino vanta una lunga tradizione di innovazione e tecnologia. I veicoli basati sulla piattaforma STLA Large che stiamo progettando rivoluzioneranno l’esperienza di guida grazie a funzionalità e caratteristiche all’avanguardia e per questo, confidiamo nella grande competenza dei nostri dipendenti e nel team manageriale di Stellantis per riuscire a raggiungere i nostri audaci obiettivi legati al costo e alla qualità. Il supporto dei dipendenti di Cassino e la lungimiranza delle autorità locali e nazionali sono per noi un grande stimolo per sviluppare veicoli in grado di conquistare i clienti con una mobilità pulita, sicura e accessibile”. Inoltre Stellantis ha annunciato di voler investire, entro il 2025, qualcosa come 30 miliardi di euro “nell’elettrificazione e nella realizzazione del software necessario alla produzione di veicoli BEV (veicolo elettrico a batteria, nda) in grado di soddisfare le esigenze dei clienti, non ultima una capacità di ricarica rapida ai vertici della categoria”. Nuove tecnologie, maggiore automazione, meno operai (e questa è una realtà da anni) e quindi la necessità di utilizzare sempre meno spazi. Sembra funzionare. Ma non tutti la pensano così. È c’è chi teme che “innovazione” dopo “innovazione”, per lo stabilimento del Cassinate il futuro non sarà poi così roseo come viene dipinto. Ieri, ad esempio, a suonare un primo campanello d’allarme è stato il consigliere regionale del Lazio e responsabile welfare della Segreteria Nazionale di Azione, Alessio D’Amato, che ha espresso preoccupazione per la perdita di 3.000 posti lavoro presso lo stabilimento cassinate (per non dire di quelli dell’indotto) e proposto la creazione di un tavolo con Governo ed enti locali per monitorare la situazione. D’Amato è convinto che su Cassino serva chiarezza. “È necessario fare chiarezza sul futuro dello stabilimento di Piedimonte San Germano e aprire subito un tavolo con il Governo e gli enti locali” ha detto ieri chiaro e tondo, sottolineando come siano stati persi “negli ultimi anni 3.000 posti di lavoro oltre a quelli dell’indotto” e ha evidenziato che “sono in corso valorizzazioni immobiliari che sembrerebbero poco aver a che fare con il rilancio del sito industriale”. Per questo per il consigliere di Azione è necessario “parlare chiaro al Paese e dire le cose come stanno. È necessaria una vera e propria politica industriale per il futuro dell’automotive in Italia e nella nostra regione”. D’Amato ha anche annunciato che venerdì prossimo, 13 ororbre, a Cassino sarà presente il leader di Azione, Carlo Calenda, presso la Sala Restagno del Comune della Città martire alle ore 17, proprio per discutere assieme a quanti vorranno intervenire di questa situazione e del futuro dello stabilimento di Piedimonte. Cesidio Vano
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