Nel corso dell’ultimo consiglio comunale Luca Santovincenzo ha sollevato un vespaio accusando l’amministrazione di aver trascurato i dettami della legge n.10/2013 sulla tutela del verde urbano
Specificando: “La legge obbliga i Comuni a piantare un albero per ogni nato, a redigere un bilancio delle piantumazioni, a censire gli alberi monumentali ed a promuovere la tutela del verde”. Negli anni ’90 l’assessore Mario Michelangeli aveva curato la messa a dimora di una pianta dedicata ai nuovi nati, dopo di lui nessuno ha seguito la buona abitudine divenuta legge. Il catasto degli alberi urbani non è stato effettuato, ed il censimento degli alberi monumentali è ugualmente al palo. Pensare che la città dei papi vanta dei giganti arborei invidiatici dagli esperti: n. 4 magnifici esemplari di “cipresso calvo” nei pressi della ex Winchester, lungo la Via Morolense, scoperti dal compianto dott. Antonio Carnevale; un cedro storico nel giardino di Palazzo Bonifacio; una serie di maestose acacie ai bordi di Via Cerere Navicella, tra l’altro baluardo ai torrenti di fango provenienti dalla frana di Via Calzatora; e molti altri. Nel 2016 l’ufficio tecnico, predisponendo gli atti per il PUCG Piano Urbanistico Comunale Generale, nel documento preliminare d’indirizzo specificava “Interposta tra il sistema collinare e quello vallivo si trova l’area della cosiddetta Macchia di Anagni, una vasta area boscata mista a latifoglie, sostanzialmente allo stato naturale o seminaturale, probabilmente ancora preservata a causa della sua appartenenza al demanio comunale di Anagni”. Il capogruppo Sanovincenzo, accennando a rumors che segnalerebbero strani appetiti nei riguardi degli oltre 300 ettari di bosco, sottolineava l’importanza di salvaguardare quel bene ad ogni costo. Al leader di LiberAnagni fa eco il Fai Fondo per l’Ambiente Italiano che nel capitolo “Censimento dei luoghi italiani da non dimenticare” descrive “La macchia di Anagni è uno degli ultimi lembi di foresta planiziale rimasti nella Valle del Sacco. Purtroppo la mancanza di tutela e lo scarso senso civico di alcuni cittadini ha fatto si che la zona rimanesse vittima di abusi di svariato genere”. E.C
