(di Dario Facci) Sempre meno giovani nei territori provinciali del Lazio e soprattutto la provincia di Frosinone è colpita dal fenomeno. Non si tratta solo della crisi delle nascite, tendenza ormai diffusa un po’ in tutto il territorio nazionale, ma della scelta di un numero sempre più alto di giovani di lasciare il territorio di origine, in primo luogo per la formazione professionale e subito dopo per cercare un’occupazione.
A lanciare l’allarme è la Cisl del Lazio che ha intrapreso recentemente un’iniziativa per organizzare una risposta a uno stato di cose estremamente preoccupante. L’esodo delle generazioni più giovani infatti corrisponde direttamente al peggioramento delle condizioni socio-economiche in un futuro ormai non certo lontano. “Nei giorni scorsi – ci spiega il segretario generale di Cisl Lazio, Enrico Coppotelli – abbiamo estratto dei dati che ritengo molto rilevanti. Soprattutto nella provincia di Frosinone e, nell’ordine, in quelle di Viterbo, di Rieti e di Latina, si è riscontrato un forte spopolamento soprattutto della popolazione giovane. Significa che nascono sempre meno bambini in quei territori e inoltre i giovani che ci sono tendono ad andare via, a cercare formazione e occupazione altrove. E’ un dato sicuramente molto preoccupante che significa soprattutto come le basi per il futuro rischiano di essere compromesse. Come organizzazione sindacale noi abbiamo chiesto in maniera sollecita un’apertura di tavoli di confronto perché riteniamo che soprattutto le istituzioni locali debbano farsi carico e capire, anche insieme alle organizzazioni sindacali, come invertire questa tendenza. E’ un dato, ripeto, che va considerato di estrema importanza perché lo spopolamento dei territori del Lazio è ormai una realtà e non riguarda solo i piccoli centri”.
