Totti: un tenore in giallorosso, i 47 anni del simbolo eterno della Roma

Alesssandro Iacobelli
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(di Alessandro Iacobelli) Un pallone al piede, un sogno realizzato, un popolo ammaliato. Tutto questo in un solo nome: Totti. Francesco compie oggi 47 anni. Lui e la Roma: un corpo unico.

Tifoso giallorosso fin da bambino, sarà il capitano del secondo scudetto nella stagione 2000-2001 in risposta al tricolore vinto dai cugini biancoceleste l’anno prima. Il 4 settembre 1994 segna il primo di una serie infinita di gol d’autore. All’Olimpico si gioca Roma-Foggia e il gioiellino cresciuto nella Lodigiani e nel vivaio di Trigoria mette il sigillo. Mister Mazzone lo coccola e, ogni tanto, tira fuori il bastone. La crescita è incontenibile. L’approdo di Zdenek Zeman sull’altra sponda del Tevere libera Francesco da vincoli tattici e scatena il suo limpido talento. Poi Capello e il trionfo scudettato all’alba del nuovo secolo. Candela, Samuel, Tommasi, Batistuta, Montella, Delvecchio e gli altri compagni autori del capolavoro all’ombra del Colosseo. Il concertone di Antonelli Venditti è l’epilogo perfetto dopo il successo sul Parma. Poteva vestire il Blancos del Real Madrid, ma non ha ceduto alle lusinghe di Perez. Alla Roma per sempre tra il grave infortunio che rischiò di compromettere la partecipazione al favoloso Mondiale 2006, la seconda giovinezza da ‘falso nueve’, il gol da cineteca al volo col sinistro a Genova contro la Sampdoria e i ferri cortissimi con Luciano Spalletti al tramonto del lungo cammino agonistico. Una cosa è certa: Totti è rimasto il Francesco di sempre.
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