Story – Il calcio in manette: la notte del Totonero

Alesssandro Iacobelli
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(di Alessandro Iacobelli) Il buio pesto del calcio italiano. Nel 1980 il pallone dello stivale fu sconvolto dallo scandalo Totonero. Partite truccate, accordi sottobanco, personaggi loschi oltre i riflettori. Processi e manette. Retrocessioni e maxi squalifiche.

Domenica 23 marzo le volanti della Polizia fecero irruzione negli stadi della penisola. Le riprese della Rai, durante l’iconica trasmissione “Novantesimo minuto”, misero a nudo la parte più oscura dello sport più seguito e amato. Galeazzi intervenne in diretta con Paolo Valenti in studio per spiegare ciò che stava avvenendo nella pista di atletica e, forse, all’interno degli spogliatoi dello stadio Olimpico. Al termine di Roma-Perugia infatti le segrete stanze dell’impianto capitolino rimasero interdette ai cronisti. Poco dopo lo stesso ‘Bisteccone’, questa volta dagli studi dell’emittente statale, raccontò dei mandati di arresto eseguiti da Polizia e Guardia di Finanza su ordine della Procura romana. In manette due calciatori umbri: Della Martira e Zecchini. Stesso copione anche a Pescara, Milano, Avellino, Genova e Palermo (quest’ultimi due campi della B). A processo nomi di spicco: Wilson, Giordano, Cacciatori, Manfredonia (Lazio), Albertosi, Morini (Milan) e Colombo (Presidente dei rossoneri), Pellegrini (Avellino), Paolo Rossi, Della Martira, Zecchini (Perugia), Savoldi (Bologna), Cordova (Roma), Girardi (Genoa), Magherini (Palermo), Merlo (Lecce). Due i soggetti principali della vicenda: Alvaro Trinca e Massimo Cruciani. Persone apparentemente insignificanti ma, in parole povere, essenziali nella storia. Il primo gestiva un ristorante nel cuore della Capitale, il secondo smerciava frutta e verdura. Nel sottobosco della vita quotidiana i due mantenevano in realtà fitti contatti con scommettitori clandestini. Da lì iniziò la routine delle sfide truccate. Tutto però non filo liscio. Dopo qualche risultato non conforme agli accordi precedentemente stipulati, i faccendieri non riuscirono più a gestire le spese sostenute per le rischiose giocate. A quel punto Trinca e Cruciani optarono per il dialogo con la magistratura. Un fiume in piena. La giustizia sportiva fu a dir poco severa, mentre nell’ambito di quella ordinaria quasi tutto finì in una bolla di sapone. Per quanto concerne il campo, Milan e Lazio in Serie B. Radiazione per il Presidente dei rossoneri Colombo. Quasi 20 giocatori squalificati: Della Martira e Cacciatori (5 anni), Albertosi (4 anni), Wilson (3 anni), Giordano e Manfredonia (3 anni e 6 mesi), Rossi (2 anni), Savoldi (3 anni e 6 mesi), Zecchini (3 anni), Cordova (1 anno e due mesi). Lo stivale calcistico ospitò in estate, in un clima di generale indignazione e distacco del pubblico, gli Europei 1980. Due anni più tardi in Spagna gli azzurri del CT Bearzot improvvisamente fecero scorrere di nuove nelle vene dei tifosi un entusiasmo irrefrenabile con il trionfo ai Mondiali. L’urlo di Tardelli, i guizzi di Pablito, le magie di Bruno Conti, le parate del 40enne Zoff, lo stile di Scirea, la gioventù di Bergomi e le feroci marcature di Gentile cancellarono, almeno in parte, una terribile macchia.
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