È allarme ‘dengue’ nel Lazio. La malattia si trasmette a seguito delle punture di zanzara tigre del genere Aedes e spesso si è registrata in persone che rientravano in Italia dopo viaggi in paesi tropicali (Maldive, Thailandia, Messico, Cuba). In Italia è la regione Lombardia, seguita dall’Emilia Romagna, a far registrare il maggior numero si infezioni: quasi una su tre. La malattia è spesso asintomatica, anche se in alcuni soggetti si manifestano febbre, nausea, vomito, sintomi influenzali e irritazioni cutanee. Può provocare emorragie anche gravi (ma si contano simili casi in meno dell’ 1% della popolazione).
Nel Lazio si registrano 165 contagiati da Dengue di cui 28 sono infetti (cioè il virus che causa la dengue è ancora attivo nel sangue). Degli infetti, quattro (circa il 12%) non riferiscono di viaggi all’estero o in zone a rischio. Il contagio in questi casi è probabilmente avvenuto tramite la puntura di una zanzara in grado di veicolare la malattia che aveva poco prima punto un’altra persona infetta, poiché i virus che causano la dengue non si trasmettono da uomo a uomo. A preoccupare sono alcuni casi registrati nella provincia di Latina e tre casi registrati a Roma. Tutti relativi a soggetti che, appunto, non hanno viaggiato all’estero: il che conferma, da una parte, la trasmissione della malattia a livello locale e, di conseguenza, anche la presenza nella nostra regione di zanzare tigre del genere capace di trasmettere il virus. A seguito della diagnosi della malattia si procede, infatti, anche a una santificazione speciale delle aree interessate, al fine di eliminare zanzare e larve. Nella pagina web dell’Istituto superiore della Sanità dedicata alla dengue si legge che “la malattia è di origine virale, la dengue è causata da quattro virus molto simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) ed è trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Non si ha quindi contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri. Nell’emisfero occidentale il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati casi trasmessi da Aedes albopictus. La dengue è conosciuta da oltre due secoli, ed è particolarmente presente durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. Negli ultimi decenni, la diffusione della dengue è aumentata in molte regioni tropicali. A favorire la sopravvivenza delle zanzare Aedes ha inciso nel nostro Paese – dicono gli esperti – sicuramente la tropicalizzazione del clima: con temperature più elevate d’estate, inverni più secchi e le sempre più frequenti bombe d’acqua in primavera. La presenza di aree d’acqua stagnante, poi, rappresenta la situazione ideale per la sopravvivenza e la proliferazione di questi insetti sia autoctoni che provenienti dall’estero. Cesidio Vano
