Molotov nell’abitazione della madre, figlio assolto

Marina Mingarelli
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Era stato accusato di incendio doloso insieme ad un amico. Entrambi, difesi dall’avvocato Tony Ceccarelli, sono stati assolti ieri mattina dal tribunale di Frosinone composizione collegiale.

I due che abitano a Ceccano rischiavano una pesante condanna (la pena in questi casi va da 4 a 8 anni). I due erano accusati di aver attentato ad una villa della campagna ceccanese con una bomba molotov. Il movente secondo l’accusa andava ravvisato nell’interesse che il giovane aveva manifestato verso la somma di denaro che sarebbe stata ricavata dalla vendita della villa appartenente alla propria madre e al compagno di quest’ultima, vendita alla quale la donna non aveva voluto più dare seguito. Secondo gli inquirenti proprio l’opposizione della donna alla vendita della villa costituiva il movente che aveva portato il figlio ad ingaggiare l’altro giovane per mettere in esecuzione un vero e proprio attentato alla proprietà e agli occupanti della stessa. Le accuse sono state tutte smontate dall’avvocato Tony Ceccarelli il quale ha dimostrato che il figlio non aveva alcuna necessità di denaro poiché benestante e titolare di un’azienda unitamente alla moglie. Ancora, la presenza dei due nelle vicinanze era del tutto casuale dal momento che la proprietà oggetto di attentato era ubicata lungo una strada di passaggio. I due, secondo la difesa, si erano fermati, come fatto da altri automobilisti, attirati dalle fiamme. La circostanza che a ridosso dell’entrata della villa fosse stato rinvenuto il tablet di uno dei due, secondo l’avvocato Tony Ceccarelli, non provava che fossero gli autori dell’attentato ma confermava la sola presenza per verificare l’accaduto come avevano fatto gli altri automobilisti. Inoltre i carabinieri intervenuti nell’immediatezza non erano stati in grado di determinare la posizione dalla quale era avvenuto il lancio dell’ordigno. All’esito della camera di consiglio il tribunale ha ritenuto che non vi fosse prova per attribuire l’azione ai due ceccanesi che sono stati assolti con la formula per non aver commesso il fatto.
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