(di Dario Facci) Il via libera ai nuovi commissari degli Ater nel Lazio riporta alle cronache, come ampiamente previsto, un politico di lungo corso della provincia di Frosinone. Antonello Iannarilli. Già parlamentare, consigliere e assessore regionale, Iannarilli è stato l’ultimo presidente della Provincia di Frosinone eletto dal popolo. Attualmente è consigliere comunale nella sua città, Alatri. Si tratta, dunque, di un amministratore molto esperto.
“Sono onorato per essere stato scelto dal presidente della Regione Lazio, il presidente Rocca, per svolgere un compito delicatissimo. L’edilizia popolare è infatti un ambito della pubblica amministrazione di rilevanza strategica per la sua incidenza nella sfera sociale ma vive un periodo difficile. Ho accettato con entusiasmo l’incarico che il presidente Rocca mi ha conferito e sono consapevole delle difficoltà che occorre affrontare per fornire un servizio all’altezza dei bisogni, serissimi, dei nostri concittadini. L’impegno non mi ha mai spaventato”. La presidenza Iannarilli a Palazzo Iacobucci non difettò certamente in attivismo. Si deve a quel periodo, tanto per citarne alcuni tratti, la nascita presso la Provincia del Comitato per il Lavoro e lo Sviluppo, un parlamentino nel quale tutti i decisori politici, sindacali, imprenditoriali e dell’associazionismo si sono trovati per affrontare i problemi del territorio, studiare soluzioni e strategie e, soprattutto, immaginare uno sviluppo. Si deve a questo fatto, per esempio, il primo Accordo di Programma. Fu il primo atto di contrasto alla deindustrializzazione dopo quasi due decenni di completa inerzia. Non ebbe gran esito ma certo non per responsabilità della Provincia. La gestione operativa fu di Regione e Invitalia. Il significato politico però fu molto importante. Sempre al periodo Iannarilli si devono le battaglie contro lo strapotere amministrativo di Roma e quelle, davvero serrate, contro l’abolizione delle Province. Oggi sono tutti d’accordo sulla medesima linea ma ai tempi il furore della cosiddetta antipolitica chiedeva sangue. Ci voleva coraggio per opporvisi. Antonello Iannarilli, fedelissimo di Berlusconi sin dalla nascita di Forza Italia nel ’94 si è presentato alle ultime regionali nella lista di Fratelli d’Italia. Primo dei non eletti con 9.000 preferenze, torna ad un incarico di emanazione regionale dopo un decennio.
