SERIE A – Frosinone, il Direttore Angelozzi commenta il mercato canarino (VIDEO)

Alesssandro Iacobelli
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(di Alessandro Iacobelli) Applausi per Angelozzi. Il mercato del Frosinone, nel giudizio complessivo, recita un bel segno “+”. E’ nata una squadra a immagine e somiglianza di mister Eusebio Di Francesco. I dettami societari sono stati perfettamente centrati: linea verde e inderogabile rispetto dei parametri di bilancio. I nuovi acquisti hanno confermato le ottime presentazioni in queste prime tre giornate di campionato.

Il buon Guido Angelozzi si presenta alla conferenza stampa di fine sessione estiva forte di un operato davvero impeccabile. Stirpe aveva predicato pazienza al popolo gialloazzurro. Così è stato, e la creatura plasmata dietro la scrivania e sul terreno di gioco dallo staff tecnico è tenera e affascinante. Riepiloghiamo arrivi e partenze in casa canarina: Acquisti: Marchizza, Brescianini, Harroui, Cuni, Kvernadze, Romagnoli, Cerofolini, Barrenechea, Cheddira, Lirola, Soulé, Kaio Jorge, Frattali, Reinier, Ibrahimovic, Okoli, Mazzitelli, Turati, Monterisi.. Cessioni: Loria, Vettorel, Cotali, Frabotta, Lucioni, Ravanelli, Sampirisi, Boloca, Kone, Oliveri, Ricci, Rohden, Moro, Mulattieri, Insigne, Satariano, Palmisani, Kujabi, Haoudi, Szyminski, Borrelli. La cessione di Boloca al Sassuolo e i tre colpi dalla Juventus “L’operazione più importante è stata quella su Boloca. C’erano tante difficoltà, in partenza eravamo tutti pessimisti. Poi col lavoro e le relazioni l’abbiamo definita. Siamo stati costretti a privarci di Boloca per iniziare un certo percorso. Abbiamo fatto quest’operazione col Sassuolo col quale abbiamo buoni rapporti, da là siamo ripartiti. Quella plusvalenza ci ha dato la possibilità di prendere Marchizza e Harroui, giocatori di serie A, che sono attualmente di proprietà del Frosinone. E quel passaggio-chiave è scattata la classica autostima. Poi abbiamo ripreso anche Turati, un portiere che il Sassuolo aveva dichiarato di non voler dare. Quindi c’è stata questa trattativa con la Juve, non facile. Era da un mese che eravamo dietro questi 3 giocatori. Grazie alle famose relazioni che abbiamo con i Club e con gli agenti, siamo riusciti ad arrivare a loro. La fortuna è stata quella di prendere prima Barrenechea che ha chiamato i suoi compagni. Kajo Jorge è un fenomeno, pensate che prima di arrivare c’era stato il pressing dell’Udinese. Barrenechea, parlando bene di Frosinone, di tutto l’ambiente, della Società e del tecnico, ci ha dato una mano a convincere Soulé e Kajo. Chiaramente bisogna ringraziare i rapporti che ci sono con la Juventus, i rapporti extracalcistici del presidente Maurizio Stirpe con la dirigenza bianconera. Certe cose aiutano, anche perché c’è un progetto alle spalle ed i Club ci danno fiducia. Ma non solo con la Juve, ci hanno dato fiducia anche il Bayern e l’Atalanta. Credono in quello che stiamo facendo”. Il colpo mancato che brucia? Ferrari, senza dubbio “Non sono mai soddisfatto del mio lavoro, questo è bene dirlo. Anche se fosse arrivato il difensore di cui lei parla non sarei stato soddisfatto. Noi abbiamo tentato in tutti i modi di prendere Ferrari, è stato un mio giocatore. Ma il Sassuolo lo ha tolto dal mercato. Non mi nascondo che volevamo un difensore per coprire l’infortunio di Kalaj. Poteva essere Ferrari, Gunter o Katic: avevamo il gradimento del mister. Il mio difensore era un altro ma ho peccato di presunzione, era il georgiano Sazonov. Ero convinto di prenderlo. Lo ha preso il Torino, su di lui avevo concentrato una certa somma alla fine grazie agli sforzi del presidente Stirpe. C’era stato un lavoro di scouting come per l’altro georgiano Kvernadze, che abbiamo preso. Ma non è stato possibile ingaggiarlo. L’ultimo giorno avevano chiuso con Katic, poi ci sono stati dei disguidi con la sua Società, mi sono arrabbiato ed ho bloccato tutto. Loro cambiavano in corsa gli accordi, ho accettato per due volte e poi ho detto a Piero Doronzo di fermare tutto. L’unico rammarico è questo. Ma abbiamo una rosa molto ampia e polivalente: Marchizza può fare il centrale all’occorrenza, abbiamo il giovane brasiliano Lusuardi. Vedremo. Se dovesse capitare un’occasione, la Società non si tirerà indietro. Ma è bene spiegare che io non mi faccio ricattare da nessuno. Noi quando prendiamo impegni, li portiamo sempre a termine. Per noi vale la serietà”. Il futuro è dei giovani “Sì, li abbiamo raggiunti. Lo scorso anno eravamo la squadra è più giovane e questa lo è ancora. E’ una filosofia ben precisa, sin dal primo giorno che ci siamo visti con il Presidente. Per me il futuro è rappresentato dai giovani. Basto io come anziano…”. Tutti pazzi per Gelli: dalla C alla A nel giro di pochissimo tempo “Mi aspetto da tutti qualcosa: dalla città, dai giornalisti, dall’ambiente. Mi aspetto la salvezza da raggiungere tutti compatti, un monoblocco con la squadra. Salvarsi sarebbe un sogno per tutti. Spero di portare la mia fortuna al Frosinone, perché io mi considero un uomo fortunato. Siamo tutti sotto esame, la speranza è di fare un campionato bellissimo e salvarci. Posso fare il nome di un giocatore? Si chiama Francesco Gelli, questa è una bella soddisfazione per la Società. A gennaio quando lo abbiamo preso era fuori rosa in serie C. Ma di ragazzi ce ne sono tanti, ci faranno divertire”. Quella cena ad Acuto… l’alba di una nuova avventura per Di Francesco “Il mister lo conosco perché è stato un mio giocatore e pure mio allenatore al Sassuolo. Lo conosco come le mie tasche. Senza offesa non c’entra nulla col Frosinone. Alle spalle ha 260 partite in panchina in serie A, oltre alle Coppe. Noi siamo una piccola realtà. E’ venuto per il rapporto che ha con me. Poi l’ho fatto conoscere al Presidente, siamo stati a cena ad Acuto. Il Presidente quando lo ha conosciuto mi ha detto: è il nostro allenatore. Attua un calcio molto propositivo e a lui si associa uno staff molto qualificato. Lo conoscete il nostro preparatore professor Neri (peraltro nato a Frosinone in quanto figlio dell’ex gloria giallazzurra Olmes Neri)? Parla 5 lingue: è stato con la Juve, la Roma, con la nazionale russa e quella inglese, il Real Madrid. Spesso gli dico: ma tu cosa fai qui? Quanto a Monterisi, sapevamo che era bravo ma era del Lecce. I rapporti tra me e Corvino e tra me e il figlio di Corvino che il suo agente sono consolidati da tempo: ho detto loro di darcelo, anche perché il nostro Presidente premeva. Il ragazzo è nostro, anche se il 50% di una futura rivendita è del Lecce. Dico che ce lo hanno quasi regalato. E da centrale di difesa è già un ragazzo del quale il nome circola”. Il colpo Reinier dal Real Madrid “A noi arrivano tante segnalazioni. Ed è arrivata quella di Reinier. Un giorno a Milano ho incontrato il mio amico Braida, gli ho chiesto di sentire mister Ancelotti e chiedergli di questo ragazzo. Ancelotti, al telefono, ci ha parlato benissimo del ragazzo. Loro lo avevano acquistato a 30 milioni. Ci disse, chiudendo la telefonata: chiedo alla Società e vi faccio sapere. La settimana dopo siamo andati a pranzo e Braida mi ha detto che il giocatore lo stanno dando, glielo aveva detto Ancelotti. E Frosinone per lui sarebbe stata destinazione gradita, non voleva andare in Grecia. Io avevo in mente il georgiano (Sazonov) che avrebbe occupato il posto di extracomunitario, quando ho capito che non si poteva fare più ci siamo diretti su Reinier. Il suo agente poi è lo stesso di Kajo Jorge che lo ha chiamato, avevano giocato insieme in Nazionale, e gli ha parlato bene del Frosinone. E’ arrivato a Milano da Madrid, ha fatto là le visite che noi solitamente a Roma e mercoledì arriva il visto. Ecco come si è concretizzato l’acquisto di Reinier”. Ecco come è nata la trattativa per Ibrahimovic “E’ nata perché abbiamo un gruppo-scouting importante, lo scorso anno ai mondiali Under 20 c’eravamo noi e il Parma, uniche Società di B. Perché nella vita non si sa mai cosa succede. Agli Europei Under 19 c’era il Frosinone, ad esempio. Ibrahimovic è in prima squadra, è un 2005, molto forte. E troverà anche lui lo spazio. Ma ce ne sono tanti…”. La stima per il patron Stirpe e la sua famiglia “Da 20 anni conservo l’amicizia con la famiglia Stirpe. Conobbi anche il papà. Tra noi è nata amicizia e stima. Nel 2003 avevamo già fatto un contratto di 3 anni, allora in C2 non si potevano fare certi contratti importanti perché ero in serie A col Perugia e io lo feci direttamente con l’Azienda del Presidente. Gaucci non mi lasciò andare nonostante lui non mi facesse fare quello che volevo. Trovai questo accordo col Frosinone, mi fecero un contatto da dirigente con la Prima. Poi Gaucci il giorno prima che io firmassi con il Frosinone non mi liberò, mi mandò a Catania. Dissi al presidente Stirpe che non potevo e così arrivò la buonanima di Enrico Graziani. Poi, 3 anni fa, dopo 2 giorni dalla finale di La Spezia il presidente Stirpe mi chiamò e mi disse se volevo venire al Frosinone. Era l’occasione giusta per ringraziarlo. Da grande? Quello che faccio mi piace, vediamo fino a quando ce la faccio fisicamente e mentalmente”. L’esaltante affare Okoli con l’Atalanta “La trattativa che mi ha fatto esultare è stata quella per Okoli. Fino all’ultimo giorno fu un percorso estenuante tanto che dissi all’Atalanta: non lo voglio più. Ma sapevo che stavo bluffando. La sera stavamo a cena con Reinier, l’Atalanta mi chiamò dicendomi: ve lo diamo. Ma non era finita, perché arrivò un altro colpo di scena. L’ultimo giorno mi dissero che mancava un documento. Chiedevano che il ragazzo allungasse il contratto con loro ma alla fine la firma è arrivata. Quella è stata la trattativa più difficile. Cosa mi farà esultare? Potrò farlo solo con la salvezza”. TG24 HA SEGUITO LA CONFERENZA STAMPA CON LE PROPRIE TELECAMERE. GUARDA IL SERVIZIO CON LE PAROLE DEL DIRETTORE CANARINO GUIDO ANGELOZZI
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