In merito alla capretta massacrata, la mamma di un ragazzo che l’altra sera era presente a quanto accaduto nell’agriturismo di Anagni dopo aver parlato con il figlio ha voluto fare delle precisazioni.
“Dopo aver parlato con mio figlio (che non è uno dei ragazzi che si vedono nel video) – scrive la signora che ha voluto mantenere l’anonimato – posso affermare che la capretta non è morta massacrata come è stato detto dal titolare dell’agriturismo ma è stata trovata agonizzante dai ragazzi già poco dopo il loro arrivo. Finita la cena, i ragazzi sono usciti all’esterno della struttura e l’hanno trovata morta per altre cause a me sconosciute e non perché sono stati loro ad ucciderla, come invece si evincerebbe dalle immagini pubblicate dalle testate nazionali e locali. Per quanto biasimevole, censurabile ed indegno, i ragazzi l’hanno presa a calci dopo che era morta, e non prima che morisse. Un atto comunque inqualificabile ma che sovverte la versione del titolare. Non ho motivo di non credere a mio figlio”. Aggiungiamo noi: Gentile lettrice, come vede abbiamo pubblicato per intero la sua nota. Ci consenta però delle osservazioni a margine. Anche volendo prendere per buono quello che ha detto suo figlio, esiste una versione del gestore del locale il quale afferma cose differenti. Saranno le forze dell’ordine che stanno indagando ad appurare con esattezza come sono andati i fatti. Per quanto ci riguarda, noi facciamo un mestiere per il quale bisogna porsi e porre delle domande e cercare le risposte più plausibili. Allora ci chiediamo: una capretta agonizzante o morta sarebbe stata lasciata alla vista di tutti? Anche nell’ipotesi che la capretta fosse già morta, le sembra normale, giusto ed etico infierire su un animale con calci e riprendendo la macabra scena per postarla sui social? Considera lei questo un fatto violento? In generale, ‘giustificare’ forse non è il modo giusto per educare. La vita si rispetta così come si rispetta la morte. La convivenza civile tra gli esseri viventi si basa su delle regole ben precise. E’ un patto tra gli uomini, fra di loro, la natura e gli animali che la popolano. Questo patto non può contemplare la violenza ingiustificabile e priva di senso. Viviamo in un momento storico nel quale i modelli educativi trovano difficoltà ad essere assimilati e messi in pratica dai più giovani che si sentono parte di una assurda comunità virtuale per la quale si banalizza tutto, anche ciò che banale non è. Come la violenza. Ritrovare l’empatia e l’umanità: questo il primo passo per poter dare un futuro ai giovani.
