Una seduta consiliare che non convince affatto il gruppo di minoranza ‘Atina Bene Comune’ espressione della precedente amministrazione comunale guidata dal sindaco Adolfo Valente.
L’ultima seduta della massima assise civica si è, infatti, tenuta nei giorni scorsi e all’ordine del giorno ha visto essenzialmente tre questioni: le prime due relative alla gestione della segreteria comunale, la terza relativa al ‘rientro’ del comune atinate nel Consorzio industriale, dal quale proprio la precedente amministrazione aveva deciso di fuoriuscire. Relativamente alla questione della segreteria comunale, la maggioranza oggi guidata dal sindaco Pietro Volante ha deciso di procedere allo scioglimento dell’attuale convenzione che il comune ha con quelli di Supino e San Biagio Saracinisco e di approvare un nuovo schema di accordo con il solo Comune di San Biagio Saracinisco. La nuova amministrazione comunale, infatti, ha deciso entro il termine fissato dalla legge, come è previsto dal Testo unico, di voler sostituire il segretario comunale in carica, indicato dal predente sindaco, con un nuovo funzionario che sarà scelto (e che molto probabilmente è stato già scelto) tra quelli iscritti nell’apposito albo. “Le ragioni dello scioglimento della convenzione sembrano essere essenzialmente volte a dare il benservito all’attuale segretario comunale – scrivono, però, in una nota gli esponenti di Atina Bene Comune (ABC) -. Seri dubbi sorgono, invece, sull’approvazione del punto relativo l’approvazione di un nuovo schema di convenzione ‘al buio’, ovvero senza che si conosca chi sarà il nuovo segretario, né quanto ci vorrà perché diventi operativo. Questo poiché – spiegano -, si dovranno attendere le delibere di scioglimento degli altri comuni interessati, e procedere al bando per la ricerca della nuova figura di segretario comunale per i comuni di Atina e San Biagio Saracinisco, con tempi sicuramente lunghi e possibilità di successo incerti, e con grave sofferenza della macchina amministrativa, almeno per Atina che conta più di quattromila abitanti. Per questo motivo, in mancanza di certezze e la evidente approssimazione con cui si è approcciata la questione, Atina Bene Comune ha espresso voto contrario alla deliberazione nel suo complesso”. Molte critiche anche per la decisione di ricondurre il comune all’interno del Consorzio industriale, dal quale proprio Atina Bene Comune – all’epoca c’era il Cosilam – aveva voluto uscire perché a fronte dei costi sostenuti, non c’era mai stato un intervento o un vantaggio per la cittadina. “Oltre a puntualizzare la mancanza di stile nel ‘revocare’ una delibera di consiglio – hanno detto dall’opposizione -, va sottolineato il notevole esborso di quote associative che il Comune di Atina ha dovuto sostenere nel corso degli anni di partecipazione, circa 60.000 euro, senza che nulla fosse stato fatto dal Cosilam, né per il territorio di Atina, né per l’intera Valle di Comino; tant’è che, per questo motivo, ci fu una levata di scudi da parte dei sindaci valligiani a cui seguì una promessa di un incontro programmatico da tenersi ad Atina, ma mai concretizzato. Inoltre, è stato chiesto se, almeno, si fosse a conoscenza del nuovo Statuto Consortile a seguito della fusione del Cosilam nel Consorzio Industriale del Lazio, e se vi fossero proposte progettuali recanti concreti benefici per Atina e la Valle di Comino, attesi dalla costituzione del consorzio. La fumosa risposta del Sindaco Volante – dicono da ABC -, incentrata solo sul ribattere la puntualizzazione sulla mancanza di stile nel revocare una Delibera di Consiglio Comunale, senza chiarire quali elementi di valutazione sostenevano tale scelta, ha chiarito del tutto quali fossero i suoi reali intenti, ovvero cancellare quanto Deliberato dalla precedente amministrazione”. Il gruppo di minoranza, infine, è preoccupato anche della possibilità che, rientrando nel Consorzio, il Comune si veda richiedere il pagamento delle quote arretrate (2021 e 2022), da ABC scrivono infatti: “considerando altresì l’elevato canone di partecipazione di 7.480,00 euro con la possibilità che la ‘revoca’ della fuoriuscita crei le condizioni di una richiesta di saldo delle quote 2021 e 2022 per non meno di 14.000 euro, più la nuova quota 2023”. Anche per queste ragioni, il gruppo ha espresso il suo voto contrario alla proposta di deliberazione, sottolineando il proprio impegno nella vigilanza sugli esiti del rientro del Comune di Atina nel Consorzio. Cesidio Vano
