(di Alessandro Iacobelli) Le Olimpiadi a Roma. Il 25 agosto 1960 la grande e apparente chimera si trasformò in dolce realtà. La Capitale per tre settimane divenne il centro dell’universo sportivo. In un clima festoso, inebriante e spensierato lo stadio Olimpico ospitò la cerimonia di apertura dell’evento.

C’erano Giovanni Gronchi, Giulio Andreotti (numero uno del comitato olimpico) e tante altre autorità. I veri protagonisti però furono gli atleti in competizione. Abebe Bikila nella maratona sbaragliò la concorrenza correndo a piedi nudi nella notte romana.

Nel pugilato l’astro nascente Cassius Clay, che divenne poi Mohammed Ali, si aggiudicò la medaglia d’oro nei pesi mediomassimi. Livio Berrutti regalò clamorose emozioni nei 200 metri di atletica. Stesso discorso nei 100 e 200 metri donne per l’americana Wilma Rudolph. Tra i due nacque anche una liaison di breve durata che passerà comunque alla storia.

Erano gli ultimi anni felici del boom economico del nostro stivale. Il processo di ricostruzione, dopo gli orrori del secondo conflitto mondiale, era nel pieno del suo svolgimento. Insomma, una genuina felicità soltanto passeggerà. Gli anni di piombo trascineranno l’Italia in un vortice oscuro e tenebroso.