Economia – Lazio: famiglie sempre più indebitate. Record a Roma ma anche a Frosinone e Latina sono in affanno

Cesidio Vano
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Famiglie del Lazio sempre più indebitate. In provincia di Frosinone, in media, ogni nucleo familiare ha oltre 15.000 euro di debiti; in provincia di Latina oltre 19.000 e la tendenza è al costante aumento anno per anno di queste cifre.

A scattare la foto è stata la Cisl Lazio che parla di situazione ‘drammatica’ e che ha svolto un’apposita inchiesta sulla situazione dell’indebitamento delle famiglie residenti nella regione Lazio. “Le famiglie laziali sono sempre più indebitate – afferma Enrico Coppotelli, segretario regionale della Cisl -. La maglia nera spetta alla provincia di Roma, ma anche altrove il quadro è pessimo. In provincia di Frosinone, l’indebitamento medio di un nucleo familiare è di 15.185 euro; stock aumentato dell’1,6%: da 3.026 a 3.075 milioni di euro”. A Roma l’importo medio dell’indebitamento per nucleo familiare è di 30.851 euro. Complessivamente lo stock dei debiti bancari in capo alle famiglie è passato da 59.174 milioni di euro a 60.848, con un aumento del 2,8% nel passaggio dal 2021 al 2022. In provincia di Latina l’importo medio per famiglia è di 19.315 euro, con uno stock complessivo cresciuto del 2,9%: da 4.540 a 4.674 milioni. A Viterbo indebitamento medio pari a 18.481 euro a famiglia, stock passato da 2.592 a 2.638 milioni di euro, con un +1,7%. Poi c’è Rieti: 16.289 euro l’indebitamento medio a famiglia e una crescita del 3% dello stock: da 1.129 a 1.162 milioni di euro. In provincia di Frosinone, dove l’indebitamento medio di un nucleo familiare è di 15.185 euro; stock aumentato dell’1,6%: da 3.026 a 3.075 milioni di euro”. Tra le cause la Cisl individua il peso dell’inflazione, l’incremento del costo dei mutui, l’impennata delle bollette e l’intera congiuntura nazionale ma anche internazionale. “Non è inutile aggiungere che la maggiore incidenza del debito sul reddito si registra nelle famiglie economicamente più vulnerabili – dicono dalla sigla sindacale -, cioè in quelle che sono a rischio povertà ed esclusione sociale. Perché tutti gli indicatori economici sono concordi nel ritenere che le crisi che si sono succedute ininterrottamente dal 2008 hanno visto crescere in progressione geometrica il numero delle famiglie in difficoltà. Allargando il divario tra poveri e ricchi. A tutto questo si può e si deve rispondere con il lavoro” “Come Cisl Lazio – ha aggiunto Coppotelli -, abbiamo ribadito che la priorità non può che essere quella di rafforzare servizi e risorse per le famiglie povere, le persone fragili, gli occupabili. Servono investimenti sulle politiche attive: soltanto in questo modo sarà possibile accompagnare chi può lavorare da logiche di sussidio ad una occupazione. Purtroppo fenomeni come il lavoro precario, il lavoro povero, la mancanza di occupazione stabile, le difficoltà ulteriori che tarpano le ali alle donne e ai giovani rappresentano delle criticità che alla fine scavano la stabilità delle famiglie come un fenomeno carsico. Come Cisl Lazio – conclude il sindacalista – insistiamo sul fatto che i Centri per l’impiego vanno assolutamente potenziati, sia in termini di presenza di personale che di riorganizzazione. Formazione e competenze sono cruciali. Per noi soltanto il lavoro è la risposta alla crisi delle famiglie”. Cesidio Vano
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