Coppia di coniugi in “trasferta” ad Ancona accusati di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. Moglie e marito, entrambi di Frosinone, lui 45enne lei 35, il prossimo ottobre dovranno comparire davanti al giudice per le udienze preliminari per rispondere di tale reato.
I fatti risalgono ad un paio di anni fa quando a seguito di una segnalazione gli agenti della squadra Mobile anconetana avevano fatto scattare le indagini nel loro locale. Secondo indiscrezioni trapelate a tenere in piedi le redini di quella organizzazione malavitosa era proprio il marito, un 45 enne che aveva sempre vissuto a Frosinone ma che ad un certo punto avendo racimolato del denaro aveva deciso di prendere in gestione quel locale nella regione marchigiana. Era sempre lui ad occuparsi di tutto ed a soddisfare le esigenze della clientela. Una volta che gli investigatori hanno avuto in mano elementi certi per poter procedere hanno dato l’avvio alle indagini. Quando i poliziotti hanno fatto irruzione nel locale sono state scoperte alcune ragazze che consumavano un rapporto sessuale con i clienti. Per i due frusinati è scattato l’arresto. Nel corso degli interrogatori, le giovani che erano state ingaggiate dal 45enne avrebbero confermato l’attività di meretricio messa in piedi dal frusinate. All’epoca dei fatti marito e moglie, difesi dall’avvocato Roberto Capobianco, erano stati arrestati e poi rimessi in libertà. Adesso il legale difensore Capobianco punterà a smontare l’accusa di associazione per delinquere derubricandola con il solo sfruttamento della prostituzione. Nel primo caso si tratta di un reato per il quale la loro posizione potrebbe aggravarsi notevolmente. Mar.Ming.
