Regione – Non si placano le polemiche sul caso De Angelis, presentata interrogazione su possibili provvedimenti disciplinari

Irene Mizzoni
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Non si placano le polemiche sul caso De Angelis, portavoce del presidente Rocca che qualche giorno fa in un post si era detto contro la verità giudiziaria sulla strage che ha visto condannati ex Nar tra cui Fioravanti, Mambro e Ciavardini. Ieri mattina sit-in di protesta indetto dal Pd di Roma davanti la sede della Regione. “Le sue dichiarazioni sulla strage neofascista di Bologna lo rendono incompatibile con l’incarico di responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio. Se Rocca continua a fare finta di niente, noi no. Non ci fermeremo”, hanno spiegato dal gruppo consiliare Pd della Regione Lazio. Nel frattempo il capogruppo del PD in consiglio regionale Mario Ciarla e la consigliera Marta Bonafoni hanno presentato una interrogazione indirizzata al Presidente Rocca.

Presente al sit-in di ieri anche la consigliera regionale Sara Battisti, presidente della commissione regionale Piani di Zona: “Non potevamo non essere qui perché non possiamo tollerare che la riscrittura della storia ad opera del Responsabile della comunicazione della Regione Lazio, Marcello De Angelis  venga derubricata a semplice errore dal Presidente Rocca – ha spiegato Battisti -. Le parole di De Angelis sono un’offesa alle vittime, alla tragica storia del nostro Paese e sono inaccettabili da un uomo che rappresenta le istituzioni. Dimissioni subito”. In una nota congiunta il capogruppo del PD in consiglio regionale Mario Ciarla e la consigliera Marta Bonafoni, coordinatrice della Segreteria nazionale del Partito Democratico e presidente della XIII Commissione “Trasparenza e pubblicità” poco fa hanno fatto sapere che: “Questa mattina, abbiamo protocollato un’interrogazione al Presidente Rocca, per chiedere se siano stati avviati provvedimenti disciplinari nei confronti del responsabile comunicazione Marcello De Angelis. Il codice di comportamento dei dipendenti regionali, infatti, stabilisce chiaramente che il personale della Regione debba astenersi ‘dal creare condizioni o assumere comportamenti che possano portare danno o creare discredito all’amministrazione di appartenenza’ e che è necessario evitare ‘qualsiasi dichiarazione che possa comunque nuocere all’amministrazione, anche sotto il profilo del prestigio e dell’immagine’. Le frasi gravi e infondate sulla Strage di Bologna, la negazione della sua matrice fascista e il giudizio sui processi che hanno portato all’individuazione dei responsabili, riportate da De Angelis sui suoi profili social, oltre a provocare dolore e sgomento, hanno di certo posto la Regione sotto i riflettori, con un evidente discredito per l’istituzione e per l’amministrazione regionale. Del rifiuto del Presidente Rocca di revocare l’incarico al suo responsabile comunicazione parleremo nel consiglio straordinario convocato per il prossimo 1 settembre. È intanto doveroso capire se siano state attivate perlomeno le procedure disciplinari nei confronti di De Angelis”. L’altro ieri, dopo aver incontrato De Angelis, il Presidente Rocca aveva fatto sapere: «Ho incontrato Marcello De Angelis ieri, in tarda serata, e dopo lunghe riflessioni e un attento e sincero confronto, ho deciso di non revocargli la fiducia. Pertanto, manterrà la direzione della Comunicazione Istituzionale in Regione. So bene che, quanto affermato da Marcello De Angelis nei giorni scorsi in relazione alla strage di Bologna, ha offeso e turbato molti, ma il suo è stato un errore dettato da un forte coinvolgimento personale e affettivo a tragiche vicende che, tutt’oggi, animano la coscienza e il dibattito politico nazionale. Il mio primo pensiero, in questi giorni, è andato ai familiari delle vittime di Bologna e a quanto una parola sbagliata possa riaprire ferite mai rimarginate. Un punto rilevante su cui ci siamo soffermati a lungo è quello, per me fondamentale, del rispetto delle sentenze. Nella mia vita ho sempre cercato di agire con il massimo rispetto per le opinioni altrui e per la libertà di espressione. Non ho mai censurato nessuno, ho fatto del dialogo il mio faro in qualunque tipo di attività intrapresa e cerco di ascoltare il dolore che si cela anche dietro a un passo falso. Dopo una lunga riflessione ho deciso perciò di comprendere e non allontanare una persona sinceramente addolorata e che, indubbiamente, è una valida risorsa per la mia struttura. Spero che le sue sentite scuse, già espresse sui social, arrivino a tutti quanti con la stessa forza e autenticità che ho percepito io».
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