Lazio – Istituire il ‘Reddito alimentare regionale’ per le famiglie in difficoltà. La proposta del Pd

Cesidio Vano
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Istituire il reddito alimentare regionale per sostenere le famiglie indigenti residenti nei Comuni del Lazio a maggiore criticità, integrando così l’intervento già previsto dallo Stato con risorse regionali. Sono queste le finalità dell’iniziativa legislativa firmata dal consigliere del Pd, Massimiliano Valeriani, il quale ha presentato un’apposita proposta di legge in Consiglio regionale.

La bozza di legge spiega che il ‘Reddito alimentare regionale’ consiste “nella distribuzione gratuita di pacchi alimentari, realizzati con l’invenduto della distribuzione alimentare, donati dagli esercizi commerciali che aderiscono volontariamente al progetto”. Per ‘invenduti’ si intende tutti quei prodotti ritenuti non più idonei alla vendita, ad esempio a causa delle confezioni rovinate o perché prossimi alla scadenza. In base ai dati Istat, circa il 7% delle famiglie italiane, che nel 2021 hanno vissuto in condizione di povertà assoluta (1,9 milioni), risiede nei Comuni del Lazio. “Si tratta di migliaia di persone – evidenzia il consigliere del Pd – in profonda difficoltà, che non riescono a far fronte neanche al minimo fabbisogno alimentare”. Rispetto a tale situazione, si registra in Italia uno spreco alimentare di circa 230.000 tonnellate di cibo invenduto dalla grande distribuzione organizzata, che può essere appunto impiegato per aiutare almeno 3 milioni di italiani in stato di indigenza e povertà. L’iniziativa, finalizzata a non sprecare il cibo invenduto e dare una mano ai cittadini più in difficoltà, è stata già lanciata a livello nazionale e sperimentale dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che, con la legge di Bilancio 2023, ha istituito il Fondo per la sperimentazione del reddito alimentare che però interesserà le sole Città Metropolitane. La proposta del consigliere Valeriani è quella di integrare l’intervento statale, che nel Lazio riguarderebbe solo i casi critici dell’ex provincia di Roma, a tutti i Comuni delle altre quattro province (Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo), impiegando risorse a carico del bilancio regionale, coinvolgendo Stato, Terzo Settore e privati “per la raccolta e la distribuzione di generi alimentari erogati ai cittadini in condizione di indigenza allargando il bacino d’utenza – appunto – a tutti i Comuni che presentano criticità simili e che sono invece tenute fuori dall’intervento del Governo”. La proposta di legge, che ora dovrà essere esaminata dal Consiglio regionale, prevede che la Giunta approvi un apposito regolamento per stabilire, tra l’altro, le modalità di accesso al contributo da parte dei Comuni (in base alla popolazione) e le modalità di individuazione dei destinatari finali dell’intervento; stabilisca poi come coinvolgere nel progetto gli Enti del Terzo Settore, oltre a prevedere la realizzazione di un’App “che consenta di mettere in contatto gli aderenti ed i potenziali beneficiari anche tenendo conto del principio di prossimità territoriale e modalità di consegna domiciliare per i soggetti fragili e/o impossibilitati al ritiro diretto”. La proposta prevede uno stanziamento di spesa per l’istituzione del reddito alimentare regionale di 500.000 euro per il 2023 e di un milione di euro sia per il 2024 che per il 2025.
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