Frosinone – La stretta creditizia colpisce anche le aziende ciociare: prestiti giù del 3,8%. La situazione nel Lazio

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Le banche chiudono i rubinetti del credito alle imprese anche in Ciociaria. A maggio di quest’anno, rispetto allo stesso mese del 2022, gli impieghi vivi degli istituti bancari ciociari sono scesi del 3,8%, passando dai 3.006,0 milioni di euro erogati nel 2022 a 2.891,8 milioni erogati nel 2023, per 114,3 milioni di euro di prestiti concessi in meno al mondo imprenditoriale.

I conti li ha fatti l’ufficio studi della Cgia, associazione di categoria delle piccole e medie imprese, che ha elaborato i dati relativi a tutte le province italiane e ha elaborato una classifica in base alla variazione percentuale (dalla più elevata alla più contenuta) di stretta creditizia nell’anno “maggio 2022 – maggio 2023”. La provincia di Frosinone, con i numeri detti poco prima, si colloca a quasi la metà della lista delle province, che vede, invece, quale area che maggiormente ha risentito del ‘credit crunch’ – come dicono gli addetti al settore – la provincia di Trieste (-15% di prestiti concessi). Vedono invece crescere gli impieghi bancari verso le aziende alcune importanti province italiane: Pistoia, Treviso, Milano, Bolzano, Parma, Benevento, Taranto, Salerno, Trapani, Bologna, Reggio Emilia e Isernia. In base all’analisi della Cgia, ad ogni modo, non sempre la minore erogazione di credito alle aziende dipende da una scelta delle banche. Infatti, lo studio ha evidenziato anche come in alcuni casi, difronte all’aumento dei tassi di interesse e al fatto che molte imprese nel periodo pandemico avevano aumentato i risparmi (su cui la remunerazione è la più bassa d’Europa), hanno preferito finanziarsi prelevando le risorse allocate nel proprio conto corrente (che frutta ben poco), piuttosto che chiedere soldi alla banca a cui pagare interessi più elevati. Ma dall’ufficio studi avvertono anche che “il ricorso all’autofinanziamento non potrà durare a lungo e, con il forte rallentamento dell’economia mondiale in atto, corriamo il pericolo di scivolare verso una nuova recessione”. Nelle altre province del Lazio, il credit crunch ha colpito soprattutto Roma, che a fronte dei 60.507,4 milioni di euro erogati a maggio 2022 ha visto, a maggio 2023, erogati prestiti per soli 55.397,3 milioni di euro, con una differenza quindi di 5.110,2 milioni (-8,4%). La provincia che, nel Lazio, ha subito l’impatto minore è invece quella di Latina, con un calo percentuale dei prestiti concessi alle aziende di appena l’1,9% (a fronte di 3.557,3 milioni di euro del 2022, ne sono stato erogati 3.489,4 milioni nel 2023 ovvero 67,9 milioni in meno). Nel mezzo le altre due province laziali: Viterbo (-6,1%) con 1.888,0 milioni di euro erogati nel 2022 e 1.772,7 milioni erogati nel 2023 (-115,3 milioni) e Rieti con 490,3 milioni di euro erogati nel 2022 e 473,4 milioni erogati nel 2023 (-16,9 milioni). A livello nazionale, nell’ultimo anno (maggio 2023 sullo stesso mese del 2022) i prestiti bancari alle imprese italiane (società non finanziarie) sono diminuiti del 5 per cento (pari a -33,3 miliardi di euro) e, tra i 20 Paesi dell’Eurozona, solo Cipro ha registrato un risultato peggiore del nostro. Tra i big, invece, spicca il +7,4 per cento registrato dalla Germania e il +4,5 per cento dalla Francia; solo la Spagna ha subito una contrazione (-2,8 per cento) che, comunque, è risultata molto più contenuta di quella italiana.
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