Lazio – Piantagioni di kiwi a rischio: mozione del Pd in Consiglio regionale per sostenere aziende e produzione

Cesidio Vano
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“Servono misure urgenti e straordinarie per salvare le coltivazioni di kiwi nel Lazio, la prima regione in Italia per ettari di terreno destinati a tale produzione agricola, che genera un volume destinato ai mercati esteri superiore alle 300.000 tonnellate, a cui corrisponde un valore di circa 400 milioni di euro”. Lo ha segnalato al Consiglio regionale del Lazio il consigliere del Pd Salvatore La Penna, che ha presentato una mozione a sostegno della particolare coltivazione.

Forse non tutti sanno, infatti, che l’Italia, con 25.000 ettari dedicati, è il primo produttore europeo di kiwi e, se si esclude la Cina, è anche il primo produttore dell’intero Emisfero Nord. Il Lazio, con 9.499 ettari – come detto -, è la prima regione italiana per ettari di terreno destinati a tale produzione. Tale attività agricola rappresenta una fetta importante dell’economia regionale. Ma proprio le coltivazioni di kiwi in Italia sono soggette a un problema fitosanitario ancora non ben compreso. Il kiwi, infatti, è minacciato da una sindrome che porta alla morte delle piante; sindrome chiamata proprio “Moria del kiwi”, le cui cause sono ancora sconosciute e probabilmente molto complesse. In Italia la malattia si è manifestata per la prima volta nel 2012 nel Nord Italia per colpire poi anche le piantagioni del Lazio nel 2016. Ad oggi, ha interessato circa il 20% della superficie impiegata per tale coltura, con oltre 2.000 ettari di piantagioni persi. Proprio per questo motivo, il consigliere regionale, nel ricordare gli impegni che la Regione Lazio ha già sostenuto nel 2022, grazie alle risorse per 3,9 milioni di euro ottenute tramite il Fondo Sviluppo e Coesione e tramite il proprio bilancio – risorse non interamente erogate attraverso un apposito bando -, ha chiesto al Consiglio regionale di impegnare la Giunta guidata dal presidente Francesco Rocca ad effettuare una ricognizione dei fondi residui, al fine di poter fornire ulteriori aiuti alle aziende agricole colpite e danneggiate dalla malattia. Nella mozione presentata dall’eponente Pd, su cui ora dovrà esprimersi il Consiglio regionale, si apprende anche che “all’esito degli studi finora condotti si è confermata l’ipotesi per cui il fenomeno della ‘Moria del Kiwi’ è la conseguenza di più cause che insieme concorrono ad alterare la vitalità degli apparati radicali fino a comprometterne la funzionalità” possibili soluzioni potrebbero giungere dall’adozione “di nuove pratiche di coltivazione, come ad esempio la copertura delle piante per proteggerle dalla pioggia, sistemi di irrigazione a goccia, uso di portinnesti specifici e particolari lavorazioni dei terreni”. “Sono tante le segnalazioni che continuano a provenire dal settore per la richiesta di nuove misure urgenti e straordinarie tese a contrastare il fenomeno della “Moria del Kiwi” per l’annualità 2023” evidenzia il consigliere regionale che aggiunge: “dai fondi stanziati per il bando regionale, prima richiamato, di contrasto alla “Moria del Kiwi” risultano permanere delle economie che è possibile destinare a nuovi contributi alle imprese danneggiate dal fenomeno”. La Penna propone poi anche di reperire ulteriori risorse per aumentare la dotazione da destinare a tale finalità e di valutare se sia possibile avviare “le procedure per l’attivazione dello stato di calamità, prodromiche all’utilizzo del fondo di solidarietà nazionale 102/2004 per le imprese agricole e nel contempo a individuare e progettare l’utilizzo di strumenti assicurativi e mutualistici idonei a dare concreta tutela al reddito delle imprese agricole, al fine di garantirne la continuità operativa e la sopravvivenza imprenditoriale, mediante l’adesione ad iniziative collettive per la costituzione di Fondi Mutualistici agevolati da contributi pubblici e per lo studio di innovativi contratti assicurativi agevolabili”. Cesidio Vano
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