Cassino – L’emergenza cinghiali fronteggiata con le gabbie-trappola, ma c’è anche chi le manomette

Cesidio Vano
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Troppi cinghiali nelle campagne del cassinate, si piazzano le gabbie per catturarli ma c’è anche chi ‘tifa’ per gli ungulati e manomette le trappole di cattura.

La massiccia presenza di cinghiali, soprattutto nelle aree tra Cassino e Sant’Elia Fiume Rapido, ha fatto decidere l’amministrazione comunale della Città martire a piazzare, in collaborazione con l’Atc (Ambito territoriale di Caccia) competente, una serie di gabbie-trappola che possano adescare e catturare i cinghiali i quali, tra l’altro, rappresentano – per l’elevato numero e per casi già registrati – un pericoloso veicolo della Psa (peste suina africana) che minaccia di contaminare anche gli allevamenti del territorio. Da una prima simile attività, sono stati oltre una ventina i capi catturati che, in base alle indicazioni date dalla Regione Lazio, verranno reintrodotti in un’azienda faunistica autorizzata. Le trappole vengono collocate di volta in volta nelle zone ritenute più ‘sensibili’ anche stando alle segnalazioni che giungono dai residenti. C’è però anche chi ‘non condivide’ l’attività di cattura dei cinghiali, tanto che si sono registrati casi in cui gli animali sono stati ‘aiutati’ a fuggire della gabbie, risultate poi manomesse. Non è chiaro se tale azione al momento sia animata da interessi ‘predatori’ (ovvero da cacciatori senza scrupoli) oppure da attivisti animalisti, come è accaduto dichiaratamente a Roma, dove i sostenitori del Partito animalista italiano (Pai) hanno avviato una vera e propria campagna di sabotaggio delle trappole, riuscendo in un primo momento anche ad ottenerne il sequestro da parte dei carabinieri poiché ‘prive del marchio CE’. Due persone, forse coinvolte in tale attività di sabotaggio nel cassinate, sarebbero comunque state individuate grazie alle foto trappole collocate nei pressi delle gabbie. La loro posizione è al vaglio delle forze dell’ordine. Ad ogni modo, la continua presenza di intere famigliole di cinghiali sta diventando un vero e proprio problema per tutta la provincia di Frosinone, con il forte pericolo che tale situazione rappresenta sia in materia sanitaria – come già detto – ma anche per la circolazione stradale, i raccolti agricoli e l’incolumità delle persone. Gli avvistamenti ormai avvengono anche nei centri abitati e sempre più in prossimità delle case: a Cassino e nei centri vicini, ma anche Sora, Frosinone e nel suo hinterland. Cesidio Vano
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