(di Dario Facci) Aplomb invidiabile. Taglia sulle polemiche. Ritiene fondamentale la città intercomunale ed è ottimista sul rilancio strategico in chiave green.
Un sindaco di Frosinone affatto provato dalle manovre di raccordo di una maggioranza litigiosa per la quale, anzi, spende parole di apprezzamento, senza distinguo, seppur precisando l’imperativo di operare nell’interesse collettivo. Un’intervista, quella concessa dal sindaco Mastrangeli, la cui eloquenza è un gioco di scacchi, tra il non detto e il deducibile. Diremmo che ha risposto con efficacia pur avvisando che al confronto con un politico molto navigato, che è andato a scuola dai grandi maestri della prima Repubblica, deve corrispondere una certa attenzione da parte del lettore. La chiave di lettura è riassumibile in alcuni concetti fondamentali: 1) per il futuro di Frosinone e dell’intera provincia è “cruciale” l’evoluzione del capoluogo in una città più grande e, per forza di cose, policentrica. E’ implicita la deduzione che se la Politica (non solo quella comunale ovviamente) fallisse questo obiettivo sarebbe l’intera classe dirigente a non aver saputo offrire chance di sviluppo a questo territorio. 2) modernizzare la mobilità della città è fondamentale per affrontare la sfida di un futuro sempre più green per legge. Il “come” fa discutere, accade per tutti i cambiamenti, ma a maggiore ascolto (aggiungo io) corrispondono minori polemiche. 3) Il “bello” deve ancora venire. La possibilità di incrementare l’organico che fa girare la macchina municipale impartirà un’accelerazione a tante iniziative. 4) Ingressi dall’opposizione in maggioranza? C’è spirito di collaborazione e apprezzamento tra tutti. Una non risposta che apre a qualsiasi scenario. 5) Rimpasto alle porte? La stella polare è la volontà popolare. Idem o quasi. Quella “volontà” può essere rispettata in più modi. Di seguito l’intervista: La competitività tra territori per l’ottenimento delle risorse, già molto spiccata negli anni scorsi, sarà ancora più accesa dall’accelerazione sull’autonomia che il governo ha in animo. Frosinone è risultata perdente spesso nella gara con la provincia limitrofa soprattutto a causa delle ridotte dimensioni demografiche del capoluogo. In tal senso la sola proposta intelligente a più riprese presentata negli ultimi anni, cioè quella della creazione di una città intercomunale che si renda, dunque, visibile all’Europa per i finanziamenti e possa competere con Latina sulle rappresentanze e sugli enti, che fine ha fatto? La creazione della città intercomunale costituisce un tema cruciale per lo sviluppo di Frosinone e dell’area circostante. Da tempo sostengo il fondamentale ruolo cooperativo dei comuni nell’attuazione delle politiche regionali, nazionali ed europee dedicate al lavoro e alla crescita, senza nulla togliere alle competenze municipali, anzi rafforzandole, nell’ottica di uno sviluppo economico e sociale territoriale sostenibile. L’area vasta presenta forte capacità di svolgere e gestire in modo coordinato funzioni e servizi in molteplici settori e iniziative di promozione economica, sociale e ambientale. Oltre ad una significativa semplificazione nella gestione dei servizi, l’Area Vasta garantisce anche maggiore competitività e notevoli economie di scala con l’abbattimento dei costi dei servizi stessi e un miglioramento delle prestazioni, assumendo inoltre maggiore attrattività nei confronti degli investitori e per l’accesso a bando e finanziamenti. Il Comune di Frosinone, su questo tema, ha dimostrato una forte determinazione con un approccio aperto alla massima convergenza possibile, anche con la creazione della commissione consiliare speciale ad hoc presieduta da Vincenzo Iacovissi, voluta da me personalmente, che sta svolgendo il lavoro in maniera puntuale insieme a tutta la commissione. Questo progetto deve essere necessariamente portato avanti con umiltà, senza mortificare l’identità e l’orgoglio delle altre realtà municipali che intendano aderirvi. L’intera commissione è molto motivata perché si lavori concretamente, in sinergia con tutti gli attori sociali e istituzionali, al raggiungimento degli obiettivi prefissati. È già stata avviata un’interlocuzione con i soggetti che possano contribuire fattivamente, a cominciare da Unindustria Frosinone, per analizzare compiutamente le caratteristiche del progetto della città intercomunale a partire proprio dallo studio, realizzato nel 2018 da Unindustria in collaborazione con l’Università di Roma “Tor Vergata”, e denominato “Unione di Comuni per un nuovo capoluogo. Sistema cooperativo di città del frusinate”. La rivoluzione del trasporto pubblico e, più in generale, delle politiche per gli spostamenti in città, agita gli animi. Le opposizioni vanno all’attacco. In poche parole perché è ottimista (se lo è) circa l’efficacia del sistema che sta portando avanti? Ogni cambiamento, piccolo o grande, porta con sé resistenze o imprevisti, ed è normale che sia così. La modernizzazione del sistema della mobilità del capoluogo, però, si rende necessaria a partire da dati inoppugnabili, da studi e ricerche condotti da esperti e specialisti, certificati da enti e istituzioni. Senza dimenticare che la salvaguardia dell’ambiente va di pari passo con lo sviluppo socioeconomico e l’incremento della qualità della vita. Parliamo appunto di numeri: Le polveri sottili che respiriamo quotidianamente sono correlate all’insorgenza di patologie e ciò accade in una città, come la nostra, in cui si registrano dati allarmanti in relazione alla presenza di neoplasie, malattie polmonari e cardiovascolari. Inoltre, in ragione della particolare conformazione orografica del nostro territorio, chiuso tra i Monti Lepini e i Monti Ernici, siamo soggetti a un minor ricambio di aria, con il conseguente ristagno di polveri. A ciò si aggiunga che Frosinone ha molte più macchine che abitanti, e che il parco auto del capoluogo è in massima parte costituito da vetture Euro 0, 1,2,3 e 4 che, tra qualche anno, non potranno più entrare in città, al pari di tutte le città italiane ed europee. Iniziare a pensare di trovare soluzioni alternative incrementando il trasporto pubblico e una viabilità alternativa, come quella ciclabile, è un fatto di buon senso e del voler pensare al futuro con l’occhio del buon padre di famiglia. Tra qualche anno non sarà più consentita la circolazione delle auto a motore termico, aprendo quindi un capitolo del tutto inedito in tema di spostamenti, specie per coloro che non possono permettersi l’acquisto di vetture di ultima generazione. Di fronte alla realtà dei numeri appena esposti, occorre agire per tutelare la salute della collettività, adulti e bambini, e le fasce più fragili, adottando delle misure che promuovano la mobilità sostenibile non soltanto a parole, ma concretamente, al pari di quanto sta avvenendo in tutte le città avanzate. Questo, inizialmente, provocherà, come detto, delle resistenze dovute al cambiamento culturale rispetto alle modalità di spostamento finora messe in atto, ma sono ottimista sull’efficacia del sistema di mobilità sostenibile portato avanti, perché predisposto con il solo obiettivo di tutelare la salute dei cittadini, con conseguenze significative sull’incremento della qualità della vita di tutti noi. Ha presentato di recente il piano strategico con il quale, a suo dire, la città cambierà volto e migliorerà la qualità della vita nel prossimo futuro. Un piano ambizioso che comporterà lavoro duro. Pensa che la struttura del Comune di Frosinone sia sufficiente (quantitativamente) da sola per portare avanti quel piano? In questi anni, la macchina comunale si è molto ridotta e l’organico, che può contare su professionalità di altissimo livello, ha affrontato sacrifici enormi. Va, però, specificato che la procedura di Riequilibrio Finanziario, attivata nel 2013 per il risanamento del debito di circa 50 milioni di euro delle precedenti gestioni amministrative, aveva escluso la possibilità di sostituire il personale in quiescenza. A breve, la pianta organica del Comune sarà rimpinguata da nuove figure, allo scopo di implementare i servizi a disposizione dei cittadini di Frosinone e di realizzare i numerosi e ambiziosi progetti amministrativi in cantiere, tra cui appunto la strategia territoriale. L’obiettivo è, naturalmente, di proseguire su questo percorso, con la ripresa delle assunzioni di nuovo personale, soprattutto all’interno degli uffici tecnici e amministrativi. Si è parlato più volte negli ultimi mesi di mal di pancia nella maggioranza Mastrangeli. E’ vero? Se sì perché? In democrazia, la coesistenza di opinioni differenti è un valore aggiunto, purché ogni interlocutore sia animato dalla sola volontà di agire per il bene della collettività e non per motivi diversi o personali. Se dovessi fare un bilancio degli ultimi mesi, esprimerei un buon grado di soddisfazione rispetto a quanto fatto non solo dal Sindaco, ma da tutta l’amministrazione, dagli assessori ai consiglieri delegati, dai consiglieri comunali e da tutto il personale del nostro Comune. E’ vero che ci sono esponenti dell’attuale opposizione pronti a entrare in maggioranza? Con la minoranza esiste un rapporto improntato a sana dialettica, nel rispetto dei propri ruoli. I consiglieri di minoranza ricoprono un incarico importante all’interno dell’amministrazione, contribuendo fattivamente sotto il profilo della critica ma anche della progettualità. Lavorare nell’interesse della cittadinanza di Frosinone è il punto che accomuna minoranza e maggioranza. Nel caso di quest’ultima, posso solo aggiungere che l’azione amministrativa portata avanti prende le mosse da un preciso programma di governo, condiviso e sottoscritto da tutte le forze in campo, volto allo sviluppo e alla crescita della città. Pensa a un rimpasto? L’amministrazione comunale rispecchia, com’è giusto che sia, la scelta operata dai cittadini frusinati poco più di un anno fa. Il rispetto dell’esercizio democratico più alto, ossia la volontà popolare espressa tramite voto, resta la stella polare.
