Smaltimento illecito dei rifiuti, abusivismo edilizio, reati contro la fauna, incendi boschivi e reati contro il patrimonio culturale. Legambiente ha presentato questa mattina, presso la Sala Regina della Camera dei Deputati, il Rapporto Ecomafia 2023, che snocciola i dati relativi all’annualità 2021.
“Le Ecomafie – come ha evidenziato il presidente regionale di Legambiente, Roberto Scacchi – aggrediscono in maniera pesantissima il territorio del Lazio”. Ma una situazione di particolare allarme arriva dai territori della Città Metropolitana di Roma, tra le peggiori province d’Italia. La Regione Il Lazio, nel complesso, si piazza al quarto posto in Italia (era al 5° nell’edizione 2022) nella classifica delle regioni per numero di eco-reati, denunce e arresti con 2.642 reati, 2.183 persone denunciate, 29 arresti, 812 sequestri, 4.651 illeciti amministrativi e 4.848 sanzioni amministrative. I reati consumati nel Lazio rappresentano l’8,6% di tutti quelli registrati in Italia. Il primo posto tra le regioni spetta alla Campania con il 13,1% degli eco-reati scoperti, seguita da Puglia (9,9%) e Sicilia (9,6%). Le Province Roma, come anticipato, è la peggior provincia nazionale in assoluto per il secondo anno consecutivo con 1.315 reati e 1.952 illeciti amministrativi. Stando ai dati diffusi con il rapporto, nella provincia romana oltre i 1315 reati detti, sono state 1168 le persone denunciate; 20 gli arresti e 565 i sequestri collegati a reati connessi con l’ambiente (4,3% rispetto ai reati in Italia). Dopo Roma, nel Lazio è la provincia di Latina, ad avere i numeri peggiori (16° posto nazionale): 485 i reati, 421 le persone denunciate, una arrestata e 153 sequestri operati (1,6% rispetto ai reati in Italia). Segue, nella classifica laziale, la provincia di Frosinone (25° posto in Italia) con 280 reati contestati, 230 persone denunciate, 5 arresti e 46 sequestri (0.9% rispetto ai reati in Italia). Tocca poi alla provincia di Viterbo (38 posto nazionale) con 188 reati scoperti, 100 persone denunciate, una arrestata e 30 sequestri (0,6% rispetto ai reati in Italia). Chiude la provincia di Rieti che si piazza al 45esimo posto tra le province italiane per numero di reati ambientali (151) mentre sono state 94 le persone denunciate 2 quelle arrestate e 16 o sequestri operati dalla polizia giudiziaria (0,5% rispetto ai reati in Italia). Un discorso a parte va fatto per i reati connessi al CICLO DEI RIFIUTI. Se si prende a riferimento solo tale versante, i dati del Rapporto dicono che il Lazio “sale” al 3° posto tra le regioni d’Italia per numero di illeciti con 543 reati, 679 persone denunciate, 17 arresti, 217 sequestri, 834 illeciti amministrativi e 859 sanzioni amministrative. Nella Top20 delle peggiori provincie troviamo Roma in 2° peggior posizione nazionale dopo Napoli con 288 reati e 335 illeciti amministrativi, Latina 8° 108 reati e 223 illeciti, Frosinone 14esima con 83 reati e 83 illeciti. In provincia di Viterbo sono stati 39 i reati e di Rieti 20. Il Lazio al quarto posto per il numero di incendi in impianti di trattamento dei rifiuti con 144 roghi negli ultimi 10 anni. Il ciclo del CEMENTO ILLEGALE vede il Lazio al 7° posto tra le peggiori regioni con 729 reati, 820 persone denunciate, 4 arresti, 176 sequestri, 1.351 illeciti amministrativi e 1.589 sanzioni amministrative. Tra le provincie Roma è all’8°posto tra le peggiori con 216 reati e 265 illeciti amministrativi, Latina al 11° posto con 192 reati e 448 illeciti. In provincia di Frosinone registrati 70 reati, di Rieti 44 e di Viterbo 32. Per i reati contro la FAUNA il Lazio è la seconda peggior Regione con 694 reati, gran parte consumati in provincia di Roma che con 589 reati è la peggior provincia in assoluto. 51 reati contro la fauna in provincia di Latina, 21 a Frosinone, 17 a Rieti e 16 a Viterbo. Nella classifica degli ettari di territorio attraversati da INCENDI BOSCHIVI il Lazio è al terzo posto con 4.323 ettari colpiti da roghi colposi o dolosi. Maglia nera regionale è la provincia di Latina 6° nazionale con 128 incendi, poi al 12° posto quella di Frosinone con 106 e al 13° quella di Viterbo con 101. Per la classifica dell’ARTE RUBATA la regione Lazio è la 3 peggiore con 44 furti di opere d’arte. Roberto Scacchi elenca le attività delittuose delle ecomafie nella nostra regione: dallo smaltimento illecito dei rifiuti all’abusivismo edilizio, ai reati contro la fauna, agli incendi boschivi e ai reati contro il patrimonio culturale. Un appello alla legalità arriva anche dalla Goletta Verde, in questi giorni ormeggiata a Ventotene, l’imbarcazione del cigno verde a bordo della quale proprio questa mattina sono stati raccontati questi numeri terribili, insieme alle forze dell’ordine, a Libera del Sud Pontino, ai parchi della provincia di Latina durante la tappa della Campagna itinerante che naviga in queste ore lungo le coste del Lazio . Dichiarazioni del presidente Scacchi “Ci rivolgiamo alla Regione chiedendo urgentemente l’istituzione di un nuovo Osservatorio Ambiente e Legalità per investire sulla legalità e dare possibilità alla cittadinanza di denunciare velocemente ogni illecito; ma ci rivolgiamo anche a tutti i Comuni, perché ciascuno per propria parte faccia in modo che ogni occhio sia vigile contro la presenza così corposa delle Ecomafie del Lazio, e perché non si lascino spazi all’azione degli ecomafiosi costruendo, in particolare sulla gestione dei rifiuti, una filiera sana nel solco delle regole di sostenibilità ed economia circolare. Non possiamo infine – conclude Scacchi – che ringraziare l’eccellenza di tutte le nostre forze dell’ordine per l’enorme lavoro di contrasto e denuncia che mettono in campo quotidianamente”. Legambiente: “pronti a nuovi esposti e denunce” L’avvocato Diego Aravini, presidente del CEAG Centro di Azione Giuridica nazionale e regionale del Lazio di Legambiente” ha annunciato: “Con questi nuovi dati che emergono dal Rapporto Ecomafie non si può che rafforzare l’azione giuridica della nostra associazione con esposti, denunce, azioni di salvaguardia, monitoraggi del territorio. Per farlo chiediamo la collaborazione attiva di tutti quei professionisti che vogliano rendersi protagonisti di un grande contrasto alle ecomafie, perché si generi una azione collettiva di impegno sociale e cittadinanza attiva, architrave imprescindibile nella costruzione di percorsi di legalità nella nostra Regione”. Cesidio Vano
