Da Arpino il ‘metodo Sgarbi’ per rilanciare la Ciociaria

Irene Mizzoni
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(di Irene Mizzoni) Questa volta non possono esserci scuse. Non esiste alcun ostacolo se non mentale per raggiungere l’obiettivo comune: rilanciare la Ciociaria.

Quello che propone l’onorevole Sgarbi a tutti i sindaci della Ciociaria è lo stesso identico messaggio lanciato più volte durante la sua campagna elettorale per le comunali di Arpino. Ovvero di andare oltre le appartenenze e ragionare solo ed esclusivamente per il bene del territorio. Fare squadra, insieme, tutti dalla stessa parte. Lo sviluppo della terra ciociara passa attraverso il lavoro condiviso, le idee e le opportunità che solo un sottosegretario può offrire agli amministratori locali. Quello di oggi è stato un esempio lampante della grande occasione che si ha tra le mani. Il presidente della Regione che si reca sul territorio per discutere con gli amministratori locali dello sviluppo e del rilancio di tutta la Ciociaria, evidenzia che c’è la possibilità concreta che possa essere questo un punto di svolta per tutti. Diventa dunque sempre più chiaro che il metodo Sgarbi potrebbe rilanciare compiutamente una provincia economicamente depressa e che finora ha prodotto solo singoli tentativi anziché una organizzata rete turistica territoriale fatta di infrastrutture, valorizzazione e apertura di siti di interesse. Il tutto sarà possibile attraverso un impegno prioritario su questo versante da parte di tutti. Tutti uniti nel metodo Sgarbi. A rimarcare la volontà di rilancio sono le dichiarazioni del Presidente della Regione:  “La Ciociaria è una terra ricca di storia, cultura e tradizioni. Culla di civiltà, merita un rilancio importante. Per questo ho accettato subito l’invito dell’amico Vittorio Sgarbi ad essere presente all’incontro con molti Sindaci e Istituzioni del territorio. Il dialogo è il primo e fondamentale gradino verso questa rinascita. È arrivato il momento di valorizzare seriamente le innumerevoli unicità del territorio. A breve ci sarà il Giubileo. E la Ciociaria è, in assoluto, terra dei luoghi sacri: dobbiamo portare migliaia di turisti, ma soprattutto accarezzare e coccolare quell’identità ciociara finora tanto trascurata. Penso poi a un Certamen come momento di incontro internazionale. È necessario lavorare, insieme, per questo territorio, con integrità e serietà. Metteremo la Ciociaria finalmente al centro di questa Regione”.
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