(di Dario Facci) “Forte preoccupazione sull’Automotive. Futuro al buio per intelligenza artificiale e stipendi”, Abbiamo incontrato il segretario nazionale di Ugl, Francesco Capone, a Cassino dove era presente per il congresso provinciale del suo sindacato.

Gli abbiamo rivolto alcune domande:
Segretario come vede il futuro dell’industria manifatturiera? Qui siamo a Cassino e c’è alta tensione per l’industria automobilistica
“L’automotive, una parte molto importante dell’industria non solo del frusinate ma italiana, preoccupa non poco. Questo perché abbiamo puntato quasi tutto sul motore termico e sull’elettrico siamo molto indietro. Le tecnologie che vengono usate non sono più nazionali. Questo potrebbe comportare seri problemi in tempi non lunghissimi sull’occupazione.
La preoccupazione più a breve termine è quello che riguarda l’economia. Quella del nostro Paese pare vada abbastanza bene ma per la Germania le cose non vanno altrettanto bene, anzi, i tedeschi sono sull’orlo della recessione. Pessima notizia per noi perché l’industria tedesca è uno dei nostri migliori clienti per quello che riguarda la componentistica sull’automotive.
La soluzione è formazione e conversione di chi perderà il posto?
“Formare non sarà sufficiente, bisogna che al contempo si verifichino delle occasioni di rioccupazione. Insomma occorre che si costituiscano aziende che hanno necessità dei lavoratori che hanno convertito le loro competenze. Altrimenti restiamo a saldo negativo”.
Cambia il mondo del lavoro e cambia anche il ruolo del sindacato
“Assolutamente si, noi abbiamo chiamato questa fase congressuale “Viaggio nel futuro”, non perché volessimo fare un viaggio sulla macchina del tempo ma perché ci rendiamo conto che i tempi cambiano velocemente e che noi dobbiamo trovare delle risposte nuove. Non possiamo più applicare i modelli antichi, anche nelle relazioni industriali, per questo noi proponiamo la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, così come recita l’articolo 46 della Costituzione italiana, mai applicato, perché questo porrebbe anche i lavoratori all’interno di un processo, non solo produttivo ma anche decisionale. Ovviamente non è questa una risposta esaustiva perché il futuro, per esempio con l’intelligenza artificiale, potrebbe portare a una completa rivoluzione del mondo del lavoro e portare a una pesantissima perdita di posti di lavoro. Soprattutto nei livelli più alti nelle competenze. Per assurdo l’avvento dell’intelligenza artificiale potrebbe portare, per la prima volta nella storia, questa potrebbe essere la prima rivoluzione produttiva nella storia dell’industria mondiale che porterà un saldo negativo di lavoratori dopo la sua manifestazione completa. Mentre dopo la prima rivoluzione industriale il sistema poi si è sempre rigenerato questa potrebbe essere davvero la fine del progresso, non solo in Italia ma nell’industrializzazione mondiale”.
Che cosa avete chiesto al Governo?
Abbiamo chiesto di dare più risorse ai lavoratori. Siamo anche stati ascoltati, il taglio del cuneo fiscale è una nostra richiesta. Ha prodotto tra gli 85 ai 100 euro in più nelle buste paghe. Ebbene tante famiglie con gli 85 euro in più ci fanno la spesa nell’ultima settimana del mese che, altrimenti, non avrebbero avuto modo di fare. Il governo su questo si è mosso. Per vedere gli effetti positivi però occorre che questa misura, ora programmata fino al dicembre prossimo, diventi strutturale. Inoltre va detto che non basta senz’altro a colmare i trent’anni di calo del potere di acquisto degli stipendi. Bisogna aumentare i consumi interni per incrementare il Pil. Occorre che gli italiani guadagnino di più. Si pensi che mentre in Italia, negli ultimi trent’anni la classe media ha perso il 4% del potere d’acquisto in Germania e in Francia hanno segnato tra il 20 e il 30% in più. C’è un problema che va risolto non solo nelle relazioni con le parti datoriali ma anche con la tassazione che deve essere decisamente più bassa”.