Una suggestiva iniziativa del “Comitato Sorantica”, associazione culturale che ha il fine di promuovere e rivalutare il centro storico della città di Sora.
Anche quest’anno, dopo il considerevole successo della prima edizione, il Rito della “Comparanza” torna ad essere un appuntamento tra i più attesi, una manifestazione unica nel suo genere. Così come spiegano gli organizzatori «In questa occasione, seguendo l’antica tradizione tramandata oralmente dagli anziani del centro storico, si diventa “compari a vita”! Per suggellare tale legame basta saltare assieme su un piccolo braciere contenente la brace del falò, poi battere le mani nel catino pieno d’acqua, con i fiori di San Giovanni, ed infine pronunciare contemporaneamente la formula che sancisce la sacra unione». Di seguito il programma: nella mattinata di venerdì 23 giugno, dalle ore 07:30, ci sarà il tradizionale mercatino delle erbe aromatiche, a cura dell’Associazione “Angolo Acuto”, con esposizione e vendita delle piante officinali, prodotti artigianali, distillati, pubblicazioni sulla botanica e sulle tradizioni e riti della festa di San Giovanni. Alle ore 16:00 “Chi ha paura delle janare?”: laboratorio di ceramica e fiabe del folklore popolare; nella giornata successiva, sabato 24, alle ore 11:00 si terrà l’inaugurazione della mostra permanente di creazioni artistiche tipiche del folklore sorano, ideate da Mauro Pisani e realizzate dal maestro ceramista Roberto Tersigni. Contestualmente, il teatro itinerante a cura di Chiara Pagliaroli, testi di Serena Incani. Alle ore 17:00, laboratorio di scrittura gotica a cura del maestro Mario Corona. Si possono prenotare le pergamene del Rito della Comparanza. Nella serata, alle ore 21:30, è previsto l’inizio del Rito della Comparanza, con balli e musiche popolari, brindisi dei compari e piccolo momento gastronomico. L’evento, nelle sue due giornate, si svolgerà presso la piazzetta di San Giovanni. Il “Comitato Sorantica” ringrazia anticipatamente quanti vorranno partecipare alla straordinaria manifestazione, momento per conservare e tramandare le nostre tradizioni, quelle che caratterizzano la nostra storia. Sara Pacitto
