Indietro tutta. Il sindaco di Atina, Pietro Volante, revoca in autotutela l’avviso che aveva emanato solo pochi giorni prima (leggi qui: https://www.tg24.info/atina-un-bando-pubblico-per-nominare-lassessore-donna-singolare-iniziativa-del-neosindaco-pietro-volante/) e con cui cercava la disponibilità delle concittadine disposte ad assumere l’incarico di assessore comunale, in modo da consentirgli di rispettare i parametri di rappresentanza di genere nell’organo esecutivo.
La decisione è stata presa dopo che la consigliera comunale di minoranza, Aurora Aprile, ha inviato una lettera al sindaco e al segretario comunale segnalando alcune incoerenze nel testo del bando. Nella sua nota, la candidata sindaco non eletta ha, infatti, segnalato che “nella parte in cui si evidenzia la necessaria condizione da parte di colei che vorrà manifestare interesse alla condivisione del programma amministrativo sottoposto agli elettori e alle linee programmatiche presentate all’organo consiliare. Quanto all’ultima condizione si rileva che, ai sensi degli artt. 13 e 29 dello Statuto Comunale, non si é ancora celebrato il Consiglio Comunale per la presentazione “delle linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato” ( Art. 13 Statuto), né, tantomeno, le linee programmatiche sono state, al momento, esposte nell’indicare, analiticamente, le azioni e i progetti da realizzare nel corso del mandato in relazione alle risorse finanziarie necessarie, evidenziandone la priorità (Art. 29 Statuto). Detta circostanza rappresenta, nel contesto dell’avviso pubblicato, una falsa rappresentazione della realtà e genera l’assoluta impossibilità per ogni eventuale interessata ad aderire o condividere “qualcosa che non esiste”. Tanto premesso si chiede di revocare in autotutela l’avviso pubblico in oggetto perché nullo e/o inefficace”. Il primo cittadino, da parte sua, “a seguito di un riesame del testo” ha riscontrato errori materiali e contraddittorietà tra le premesse e il dispositivo dell’avviso lì dove, nella prima parte del testo si richiede “la sola condivisione del programma elettorale e amministrativo” mentre nella seconda parte dell’avviso – come rilevato dalla consigliera Aprile – si richiede invece come condizione per la nomina ad assessore la condivisione anche delle “linee programmatiche presentate all’organo consiliare”, che non esistono ancora. Da qui la decisione del primo cittadino di fare marcia indietro e revocare il bando.
