Una situazione di oggettivo pericolo a cui il sindaco di Alvito ha deciso di mettere parziale rimedio disponendo il divieto di circolazione per i mezzi a motore, ad eccezione di quelli agricoli utilizzati per il lavoro dei campi e le attività forestali.

Da ieri, la via vicinale “Fossa Maiura”, ovvero la strada sterrata che ‘gira’ attorno al cratere della dolina carsica Fossa Maiura ad Alvito è off-limits per auto, motorini e moto.
Lo ha deciso il primo cittadino, Luciana Martini, che ha firmato un’apposita ordinanza con cui si dispone “l’istituzione del divieto di transito al traffico veicolare sulla strada vicinale “Fossa Maiura” in entrambi i sensi di marcia, ad eccezione dei mezzi a motore utilizzati per attività agricole e forestali. Sul tratto interessato di strada, sono stati collocati i relativi segnali di divieto e non sono mancate le polemiche, esternate, come ormai è di moda, sui social.
Il pericolo, però resta: non c’è alcuna protezione verso lo strapiombo (la fossa è profonda un centinaio di metri), la strada è poco più che una mulattiera, il lato verso la fossa è sdrucciolevole e dai costoni laterali alla via c’è il rischio di caduta di massi e pietrame.
Si dirà: “Sì, ma lì è sempre stato così”. Vero, ma qualche cosa però è cambiato. Perché finché non succede niente, tutti sono ragionevoli e disponibili, quando però c’è il ‘guaio’, e la proprietà è pubblica, il cerino resta in mano ad uno solo: il sindaco. È colpa del sindaco se qualche sprovveduto, convinto di essere al Camel Trophy, finisce là giù? “Non c’erano le protezioni!” Si dice poi. E se c’erano, erano tenute male: non era chiuso bene. Non c’erano i cartelli, ecc. ecc. Una storia già tristemente nota, purtroppo, ad Alvito. Perché quando si fa una fesseria è più facile trovare a chi dare la colpa, che assumersi le proprie difficoltà. Ecco perché quel provvedimento, per quanto stia ricevendo poche e sparute critiche, è doveroso: per tentare almeno di dare un avvertimento.
Dunque andare a transitare lì, attorno a Fossa Maiura, senza alcuna necessità, o per fare festa e baldoria, è pericoloso. Il transito va consentito solo a chi, come i proprietari dei terreni, hanno reale necessità. Per il resto, a piedi, a cavallo, con l’asino, in bici si può fare tutto il giro che si vuole.
Stessa sorte, va ricordato, ha subito il pericolante e pericoloso Castello medievale di Alvito, in cui è vietato l’accesso per pericolo crolli e cadute. Eppure non c’è giorno che qualcuno, in barba a cartelli, avvisi e grate di ferro, vi si intrufoli. Finché non succede niente va tutto bene. Ma volete scommettere se capita un ‘guaio’ la colpa è sempre del sindaco?
Cesidio Vano