Per l’Inps di Frosinone non ha mai fatto il militare. Per il Tribunale sì. Il Tar manda il Commissario ‘ad acta’

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) C’è voluta una sentenza del Tribunale di Frosinone, per farsi riconoscere ai fini pensionistici, l’anno di militare svolto nel 1995-1996.

Eppure, nonostante il provvedimento del Giudice divenuto definitivo, l’Inps di Frosinone non vuole aggiornare l’estratto conto previdenziale, inserendo quei 12 mesi in più. Così, il malcapitato cittadino e contribuente ciociaro, assistito dagli avvocati Francesco Mei e Alessandro Mari, si è dovuto rivolgere al Tar del Lazio, chiedendo ai magistrati amministrativi di obbligare l’Inps ad adeguarsi a quanto sentenziato dai giudici di Frosinone. Ai Giudici del Tribunale amministrativo regionale di Latina è bastato leggersi le carte per capire che quanto rivendicato dal ricorrente era più che fondato: aveva svolto il servizio militare tra il maggio 1995 e il maggio 1996 e quindi questi 12 mesi dovevano essergli riconosciuti ai fini pensionistici. Del resto è esattamente quello che hanno detto i giudici del Tribunale di Frosinone che hanno accertato il diritto del ricorrente ad ottenere l’accredito del servizio militare e, conseguentemente, hanno condannato l’Inps ad effettuare la rettifica della posizione assicurativa. Ma niente. Così, a seguito del giudizio di ottemperanza svoltosi davanti al Tar, e soprattutto visto che la sentenza del Tribunale ordinario non è stata eseguita e non è stata mai impugnata dall’Istituto di previdenza divenendo definitiva, il Tar ha assegnato all’Inps trenta giorni di tempo per il compimento degli incombenti occorrenti alla integrale esecuzione della sentenza emessa dai giudici di Frosinone; ha inoltre disposto che, allo spirare di tale termine di trenta giorni, ove perduri l’inadempimento, all’esecuzione provvederà, entro i successivi sessanta giorni, in qualità di commissario ad acta, il direttore della Ragioneria Territoriale di Frosinone o funzionario da lui delegato. L’Inps è stata, infine, condannata alle spese di lite (1.500 euro oltre oneri) e al pagamento del commissario ad acta se sarà necessario il suo intervento.
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