Forse Romina De Cesare aveva avuto uno strano presentimento. Forse aveva cominciato ad avere paura del suo ex fidanzato. Ma purtroppo non avrebbe fatto in tempo ad allontanarsi da quella casa dove ancora abitavano insieme. Tale ipotesi è scaturita ieri mattina nel corso del processo, dalla testimonianza della padrona dello stabile che aveva dato in locazione alla ragazza che era arrivata da Cerro al Volturno.
Il 2 maggio dello scorso anno, quindi poche ore prima che venisse accoltellata, Romina le aveva telefonato dicendole di trovargli un altro appartamento perché i comportamenti persecutori del suo ex fidanzato la stavano preoccupando. Sul banco dei testimoni è salito anche il padre della vittima Mario De Cesare il quale ha riferito che Ialongo che tra l’altro non gli ha nemmeno chiesto perdono per quello che aveva fatto, le aveva inviato dei messaggi nei quali rivendicava dei soldi per una macchina che utilizzava Romina. Poi è stata la volta dei genitori dell’imputato. Questi ultimi avrebbero dichiarato che il figlio precedentemente aveva sofferto di depressione ma che non si sarebbero mai aspettati che facesse una cosa del genere. Si torna in aula il prossimo 6 luglio. Il padre ed il fratello di Romina che si sono costituiti parte civile sono rappresentati dagli avvocati Danilo Leva e Fiore Di Ciuccio. Ire.Miz.
