(di Cesidio Vano) La Giunta regionale guidata dal governatore Francesco Rocca ha approvato questa mattina il provvedimento con cui cancella gli Egato dei rifiuti.
Essenzialmente, l’atto colpisce l’unico Ente di gestione degli Ato dei rifiuti che è stato istituito in regione: quello di Frosinone alla cui presidenza era stato eletto l’ex presidente del consiglio regionale ed ex consigliere regionale del Pd Mauro Buschini, che, per quell’incarico garantitogli del centrosinistra, ha rinunciato alla ricandidatura alla Pisana, consentendo così l’elezione di Sara Battisti che altrimenti avrebbe avuto filo da torcere visto che in corsa per il Pd c’era anche l’ex presidente della provincia e sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo. Dunque, come annunciato nelle scorse settimane, la Giunta ha deciso di revocare in autotutela la delibera con cui, lo scorso mese di novembre, il precedente Esecutivo dimissionario (Zingaretti era stato eletto in parlamento e la guida della giunta era affidata per la sola ordinaria amministrazione al vicepresidente Francesco Leodori, ora in corsa per la segreteria regionale del Partito democratico) aveva assegnato le quote di partecipazione di ogni comune all’Egato rifiuti. Quella delibera però è apparsa da subito carente sotto il profilo della motivazione e ragionevolezza: l’atto, infatti, non argomenta né illustra i passaggi logici e di computo in base ai quali ogni comune ha avuto la sua percentuale di ‘peso’ all’interno dell’ente. Un ‘vulnus’ che il comune di Fiuggi, guidato dal sindaco Alioska Baccarini, tramite l’avvocato Fabio Raponi, ha denunciato davanti al Tar del Lazio, chiedendo l’annullamento di tutta la procedura che ha portato all’istituzione e costituzione dell’Egato di Frosinone, per una lunga serie di illegittimità ed errori – ammessi anche dalla stessa regione Lazio -, l’unico Egato giunto ai nastri di partenza dei 5 (uno per ogni provincia) che secondo il piano rifiuti della Regione doveva sorgere nel Lazio. Un ente, da subito, qualificato come l’ennesimo carrozzone politico, con costi di gestione milionari e indennità di carica di tutto rispetto (8.000 euro mensili per il presidente e 4.000 per i 4 componenti del consiglio direttivo). Tra i primi a puntare il dito contro gli Egato e contro l’ente ciociaro, unico costituito, c’è stato il consigliere regionale di Ceccano, Daniele Maura (FdI), che oggi rivendica la sua battaglia sul punto: “Sono stato tra i primi a denunciare lo scandalo degli Egato, l’ennesimo scempio compiuto dal centro sinistra ai danni dei cittadini!”. Solo nel 2023, infatti, l’Egato di Frosinone sarebbe costato ai 91 comuni della Ciociaria oltre 1,2 milioni di euro (di cui 800.000 euro solo per pagare indennità, stipendi dei fortunati prescelti e consulenze varie). Soldi che sarebbero usciti dal rincaro delle bollette Tari, a carico delle famiglie ciociare. Ora, dopo l’intervento della Giunta di centrodestra i cittadini non dovranno più pagare quelle somme. “Come promesso in campagna elettorale – aggiunge Maura – questa mattina in Giunta è stato approvato il primo atto che cancella l’Egato, i comuni e quindi i cittadini non dovranno più pagarne i maggiori costi sulla tassa dei rifiuti!” ha confermato il vice capogruppo di FdI in Regione Lazio, Daniele Maura. In attesa di conoscere l’esatto contenuto della delibera approvata dalla Giunta, è comunque da scommettere che l’atto sarà oggetto di ricorso da parte dell’Egato e degli stessi soggetti interessati, a partire dal presidente Mauro Buschini e dai componenti del Consiglio direttivo. Inoltre, è da vedere come la Giunta del governatore Rocca ha deciso di gestire la fase di “liquidazione” dell’Ente di gestione dell’Egato rifiuti di Frosinone, che ha comunque svolto la sua attività dallo scorso dicembre ad aggi, assumendo impegni, obbligazioni e sottoscrivendo contratti che in qualche modo vanno onorati e pagati. E a farne le spese potrebbero essere, a questo punto, proprio i comuni coinvolti, e quindi – purtroppo – i cittadini-utenti.
