Circa un milione di euro di multa in totale, che Acea Ato 5 deve pagare perché ha tenuto comportamenti vessatori e scorretti verso numerosi utenti.
Il Tar del Lazio, infatti, ha confermato le tre sanzioni – come appena detto per circa un milione di euro nel totale -, imposte alla società che gestisce il servizio idrico in provincia di Frosinone da parte dell’Antitrust nel 2019. L’Autorità garante del mercato e della concorrenza a seguito di numerose segnalazioni ed esposti, nel 2018 aveva avviato, a carico di Acea Ato 5 diverse procedure per verificare il rispetto della normativa sul commercio e per la tutela dei consumatori. Gli accertamenti, che avevano visto più volte gli ispettori dell’Antitrust presentarsi nella sede ciociara di Acea a Frosinone ed acquisire dati e documenti, si erano conclusi con un giudizio di violazione delle regole di mercato e, quindi, con la conseguente emissione delle relative sanzioni. Acea Ato5, però, aveva fatto ricorso al Tar, contestando tutti gli addebiti. I giudici amministrativi hanno invece confermato in pieno tutti i profili di violazione e rilievi posti dall’Agcm, dichiarando infondato ogni motivo di doglianza di Acea. In particolare sono state tre le censure operate dall’Antitrust ad Acea Ato 5: in decine di migliaia di casi non ha gestito correttamente i reclami presentati dagli utenti rispetto alle bollette emesse e le somme richieste. Le risposte del gestore sono state generiche e non coerenti con le istanze degli utenti. Il Tar ha ricordato al gestore che è tenuto a esaminare nello specifico ogni reclamo e rispondere coerentemente con le lamentele rappresentate, al fine di verificare e rimuove eventuali problemi. Inoltre, Acea Ato 5 è stata anche multata per aver proseguito le attività di recupero credito anche in presenza di reclami non ancora esaminati, creando una scorretta pressione sull’utente. Il gestore avrebbe invece dovuto – come ha ricordato anche il Tar – sospendere ogni attività prima di aver esaminato nel merito il ricorso e deciso al riguardo. Altra irregolarità contestata ad Acea è l’aver fatturato con anni di ritardo i conguagli (oltre 5) e di aver richiesto somme ormai prescritte, non avendo provveduto all’obbligatoria lettura dei contatori. In questo caso, il Tar di Roma ha sottolineato come il gestore avesse applicato un’interpretazione tutta particolare dei termini di prescrizione, computandoli non dal momento della fornitura idrica (cioè dall’erogazione dell’acqua), ma dal momento in cui acquisiva la lettura dei consumi o l’autolettura, in questo modo vanificava la funzione ‘sanzionatoria’ che la prescrizioni ha verso l’inerzia del gestore stesso nello svolgere le letture. Ancora: Acea è stata censurata per aver ostacolato gli utenti in tutti i casi di denunciate perdite occulte, ovvero nei casi in cui l’utente non si rende conto di consumi causati da perdite idriche, dalla rete di casa, che non emergono a vista. Acea non avrebbe gestito le richieste ricevute per il ricalcolo degli eccessivi consumi così generati, né predisposto procedure efficienti per la gestione delle pratiche di cosiddetta ‘depenalizzazione’, continuando a pretendere il sistematico pagamento di consumi causati da tale inconveniente, con l’aggravante di aver impedito agli utenti di rendersi conto della presenza di perdite occulte, omettendo di svolgere le letture periodiche obbligatorie. Per tali comportamenti l’Agcm aveva erogato sanzioni amministrative pecuniarie di 400.000 euro per la prima condotta (mal gestione dei reclami), 450.000 euro per la seconda condotta (mancato riconoscimento della prescrizione e fatturazione superiore ai 5 anni) e 150.000 euro per la terza pratica (ostacolo alla depenalizzazione). Il tar ha confermato in pieno la maxi-multa. La sentenza del Tar fa così anche giustizia di tutte le denunce e segnalazioni fatte da cittadini e famiglie vessati e delle centinaia di articoli di denuncia apparsi sulla stampa più attenta, in merito alle errate, pressanti e arroganti pratiche e azioni vessatorie messe in campo ostinatamente da un gestore del servizio idrico che da anni ha smesso di dialogare con il territorio e con i suoi utenti (provate andare allo sportello di Acea Ato 5 senza appuntamento! Anche se non c’è nessuno in fila, dovete tornare dopo che vi siete prenotati!). Cesidio Vano
