Martedí 23 maggio, nel salone del Campidoglio, assegnato il Premio Internazionale “Leone XIII” Donne per la Pace a Laila Leila Soufyane, nella sezione speciale del grandioso evento.
L’obiettivo del prestigioso riconoscimento, è quello di offrire una prospettiva interreligiosa ed interculturale della leadership delle donne per una sempre maggiore diffusione della pace, della cultura e della fratellanza tramite la diplomazia. Laila Leila è nata a Beni Oujjine (Marocco) il 4 agosto 1983. Nel 1988 arriva in Italia con la famiglia (papà Larbi, mamma Malika e cinque fratelli). Ha iniziato la pratica dell’atletica leggera all’età di 7 anni (categoria Esordienti) per passione trasmessa dal fratello maggiore El Fadil (fondista classe 1979) che praticava già l’atletica, seguito dagli altri tre fratelli minori, Nadia (classe 1990), Maryame (2003) e Yasmine (2005). Vive a Colleferro ed è allenata da Marco Romano che dal 2015 è anche suo marito. Per elencare i trionfi di Laila non basterebbe un’intera pagina. Trionfi nello sport ma anche e soprattutto nel sociale, preziosa testimonial di un modo d’essere e di fare. Laila è primo caporal maggiore dell’Esercito italiano. Il Premio Internazionale Leone XIII può considerarsi ispirato al papa ciociaro autore della lettera apostolica Principibus populisque universis, del 20 giugno 1894. Vincenzo Gioacchino Pecci, asceso al soglio pontificio col nome di Leone XIII, è stato il 256° papa della Chiesa Cattolica Romana. Nato a Carpineto Romano, il 2 marzo 1810, fu eletto papa nel 1878. Tra i pontefici dell’epoca moderna è ricordato perché ritenne che tra i compiti della Chiesa rientrasse anche l’attività pastorale in campo socio-politico. Scrisse 86 encicliche, tentando di superare l’isolamento nel quale la Santa Sede si era ritrovata dopo la perdita del potere temporale, a seguito dell’Unità d’Italia. Morì il 20 luglio 1903. Ad Anagni fece costruire il Pontificio Collegio Leoniano. E.C.
