Bambinello di Gallinaro, l’ex Vescovo di Sora condannato per diffamazione

Cesidio Vano
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Le parole e le accuse che l’ex vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo, monsignor Luca Brandolini, pronunciò contro la Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme di Gallinaro erano diffamatorie. Per questo, ieri, il Tribunale di Roma, quarta sezione penale, giudice Ilaria Amarù, ha condannato il presule, oggi vescovo emerito, al pagamento di una multa e al rimborso delle spese legali. Ora, alla sentenza di condanna per diffamazione, potrebbe seguire anche la richiesta di risarcimento del danno da parte della Chiesa di Gallinaro.

La Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme, che ha sede a Gallinaro, raccoglie il messaggio salvifico e il culto sorto attorno alla persona di Giuseppina Norcia, deceduta nel 2008, e che, fin da giovanissima, affermava di avere visioni del Mondo divino e di ricevere messaggi da Gesù e dalla Madonna. In particolare, nel 1975, Giuseppina aveva fatto erigere una piccola cappella, su un suo terreno a Gallinaro, proprio nel punto in cui aveva visto Gesù bambino scendere dal cielo su di una nuvola: nasceva in quel momento il culto del Bambin Gesù di Gallinaro, che ha toccato migliaia e migliaia di persone, organizzate in gruppi di preghiera del ‘Bambinello’, divenuti negli anni un vero e proprio gregge di fedeli e oggi il popolo di una nuova Chiesa. Dopo la morte di Giuseppina, le redini del culto sono state riprese da Samuele, genero di Giuseppina. Il Culto del Bambinello si è trasformato da allora in una vera e propria Chiesa, inoltre, le frizioni iniziali in materia di dottrina con la Chiesa di Roma, divenute poi sempre più accentuate per le critiche mosse a Papa Bergoglio, hanno portato, nel 2016, il Dicastero per la dottrina della fede del Vaticano a scomunicare il Culto del Bambinello di Gallinaro e tutti coloro che lo praticano. Le accuse mosse da Brandolini, oggi 89enne, alla Chiesa di Gallinaro, furono pronunciate proprio in quell’anno, quando la notizia della scomunica fece molto rumore mediatico. Così, intervistato da una testata giornalistica religiosa online, “La Fede Quotidiana”, tra le altre cose il vescovo riferì di alcune voci che volevano l’associazione religiosa di Gallinaro collegata e implicata in rapporti con la malavita. Affermazioni che però sono prive di ogni fondamento, quindi diffamatorie, e le inchieste che pure sono state avviate al riguardo dalla magistratura inquirente si sono concluse sempre con un lampante nulla di fatto. Il procedimento a carico del prelato, oggi ritiratosi a Roma e vescovo emerito di Sora dal 2009 per raggiunti limiti d’età, è durato circa 7 anni, anche perché sono stati sentiti dal Giudice diversi testimoni e scrutinate tutte prove d’accusa e difesa prodotte dalle parti. La Chiesa Universale di Gallinaro, che ha presentato la querela per diffamazione, si è costituita quale parte civile tramite l’avvocato Attilio Turchetta di Cassino. Ieri, la sentenza: un multa di 1.000 euro per l’anziano vescovo emerito e il pagamento delle spese di giudizio. La notizia della condanna del vescovo emerito è stata diffusa, poco dopo la lettura del dispositivo, dal sito “difendiamolaverità.it” portale di informazione e comunicazione della Chiesa Universale della Nuova Gerusalemme che, in un post, ha scritto: “24 maggio 2023 – Il Vescovo emerito della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo condannato per diffamazione contro la Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme dal Tribunale di Roma”. Cesidio Vano
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