Disastro idrogeologico, l’appello del presidente di Uncem Lazio: “Che altro deve succedere?”

Dario Facci
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(di Dario Facci) “Che altro deve succedere?”. Se lo chiede e lo chiede il presidente di Uncem Lazio. Il sindacato dei territori montani della nostra regione. Un quesito retorico ma da ribadire in tutti gli ambiti pensando a quanto il disastro idrogeologico si propaga, a un ritmo sempre maggiore, nel nostro Paese. Achille Bellucci, questo il nome del presidente di Uncem Lazio, ribadisce nella nota diffusa ultimamente, quanto la sua organizzazione ha predicato, ripetendolo come un mantra, che le montagne e i territori interni non possono essere lasciati a se stessi perché immancabilmente, il risultato dell’abbandono è il disastro.

Prima in montagna e poi in città. Ciò è tanto più valido se a mettercela tutta è anche il cambiamento climatico che i fenomeni distruttivi li amplifica. Se non si cura la montagna e il sottobosco, per esempio, spiega Bellucci, non si operano le barriere tagliafuoco e ogni volta che scoppia un incendio vanno in fiamme interi boschi. Un fenomeno che aggrava certamente lo scivolamento a valle dei fanghi per mancanza del compito resistente degli alberi sui costoni. Non si realizzano gli invasi montani che servono a conservare le acque durante le piogge e utilizzarle nei periodi di siccità oppure quando occorre spegnere incendi. Se si abbandonano le montagne nessuno cura i canali di scolo e di regimazione delle acque. In sintesi, senza andare avanti con decine di esempi, l’errore di eliminare o rendere davvero inutili enti locali di governo del territorio, anziché riformarli per migliorarli, come Province e Comunità Montane, è stato un errore marchiano e anche colpevole. Non si azzerano competenze ed esperienza decennali per sostituirle con nulla. Sacrosanto, il richiamo alla responsabilità di Bellucci dunque è a non perseverare nell’errore di pensare solo allo sviluppo delle città abbandonando i territori interni perché, oltre a disperdere un enorme patrimonio culturale e naturale, si indebolisce tutto il territorio è tutto quel che dalla montagna scende finisce a valle.
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