La continua nascita di Jago ora lo trova all’apertura del suo museo a Sant’Aspreno ai Crociferi

Dario Facci
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(di Dario Facci) La notizia è divenuta di dominio mondiale in poche ore. Il personaggio ha quella caratura. Il luogo è perfetto e l’occasione anche, per celebrare un avvenimento che riscuota un’eco vastissima. E’ la riapertura di una meravigliosa chiesa, quella di Sant’Aspreno ai Crociferi, in un quartiere fortemente evocativo com’è il rione Sanità, nella città probabilmente in più feconda ascesa d’Italia: Napoli. Qui è nato il museo Jago.

Ripetere chi sia Jago è ovviamente superfluo giacché parliamo di uno degli scultori viventi più celebri in assoluto. Noi lo ricordiamo molto spesso poiché è un anagnino, una delle tante, enormi personalità gloriose della provincia di Frosinone, e una vergogna della nostra Accademia delle Belle Arti che Jacopo Cardillo, così si chiama al secolo, lasciò sbattendo la porta in aperta polemica con la didattica. L’ultima volta che l’ho incontrato, un paio di mesi fa, parlava nel teatro Nestor agli studenti del Liceo Scientifico “Severi” di Frosinone. Ha raccontato la sua storia, da quando si è pagato il soggiorno didattico in Grecia sturando il gabinetto di un ristorante, ad oggi. Jago è un grande narratore, oltre che un artista superlativo. E’ il contrario del genio creativo criptico ed ermetico. Ha una personalità che si esalta nel comunicare e, ormai cittadino del mondo, a Napoli, nel rione Sanità in particolare, avrà certamente trovato il suo habitat naturale. Si tratta dell’ennesima nascita dello scultore ciociaro, anzi, di un altro atto della sua continua nascita, poiché, come ha spiegato ai ragazzi del Severi, tutto quello che ha fatto finora, le esperienze che ha accumulato, anche le maggiori difficoltà, contribuiscono a formare la sua persona e, di conseguenza, la sua espressione artistica. L’evento inaugurale si è svolto il 19 maggio, con la sorpresa che il suo amico Giuliano Sangiorgi ha voluto fargli, suonando unplugged un paio di brani e la scopertura dell’ultima opera di Jago, Ajace e Cassandra. Da ieri, 20 maggio, la chiesa e il museo sono ufficialmente aperti al pubblico. Tra le opere è esposta la Pietà, di ritorno al suo luogo d’origine dopo una serie di mostre. “Sant’Aspreno riapre al pubblico – ha spiegato Jago – restituita, messa al mondo come un figlio, ancora una volta per accogliere”. Il nuovo polo museale si pone oggi come protagonista di due progetti che stanno contribuendo a dare forma ai sogni dei giovani del quartiere: Luce al Rione Sanità e Tornaccantà. L’investimento è ancora una volta sul capitale umano. “La scultura, la pittura, la musica, il teatro, sono per noi del rione Sanità – spiega don Antonio Loffredo, rettore della chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi – un nutrimento indispensabile per la crescita del capitale umano”
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