Ha ripercorso tra le lacrime le ore che hanno preceduto la nascita della piccola, la donna che ha perso la sua piccina a soli 13 giorni di vita.
Nel corso dell’udienza la madre della piccina, è salita insieme al marito sul banco dei testimoni. Il gup va detto, ravvisando delle responsabilità nei confronti di due ginecologhe, ha deciso di rinviarle a giudizio per il reato di omicidio colposo. Tornando alla nascita della bimba, la donna ha riferito di essere stata colta da dolori. Per questo motivo si era recata presso l’ospedale di Frosinone dove il parto era già stato programmato. I medici che l’avevano visitata non si erano accorti però che la donna aveva avuto un distacco della placenta associata ad una emorragia. E proprio questa sofferenza uterina avrebbe comportato nella bambina una grave insufficienza respiratoria. Quando dà alla luce la sua figlioletta, questa aveva gravi problemi respiratori. Da qui la decisione di trasferire la bimba presso il Policlinico Umberto I di Roma. Purtroppo nel nosocomio romano la piccola vivrà soltanto 13 giorni. Durante il ricovero la bimba sarà colpita da ben due arresti cardiaci. Due infarti che alla fine sono risultati fatali. Adesso i genitori si sono rivolti agli avvocati Riccardo Masecchia e Fabrizio Faustini per essere rappresentati nelle opportune sedi. Secondo la procura le due ginecologhe avrebbero peccato di negligenza ed imperizia. Nella prossima udienza che è stata fissata per il 24 ottobre, saliranno sul banco dei testimoni i quattro consulenti tecnici del pubblico ministero. Le due ginecologhe imputate sono difese dagli avvocati Natalino Guerrieri e Giuseppe La Sforza del foro di Bari. Mar.Ming.
