Tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, i giudici della Cassazione annullano la sentenza nei confronti di T.D.
I fatti risalgono al 2016 quando l’uomo era stato accusato di aver sparato ad un ragazzo che a sua volta si era reso responsabile di una spedizione punitiva. Secondo le accuse, spinto dal desiderio di vendetta, e senza nemmeno avere timore che si trattava del parente di un soggetto affiliato alla criminalità organizzata, aveva fatto fuoco ferendo la vittima designata. Nei confronti dell’uomo era scattata l’accusa di tentato omicidio. Per tale reato i giudici lo avevano condannato con il rito abbreviato a 12 anni di carcere. La pena iniziale era di 30 anni. Nei giorni scorsi i magistrati della Corte Suprema hanno annullato la sentenza ritenendo la pena troppo eccessiva rispetto alla entità dei fatti. A questo da aggiungere la sussistenza di motivi abietti e futili. A seguito di tali fatti, il processo ricomincia da zero. L’uomo è difeso dall’avvocato Christian Alviani. Mar.Ming.
