Domani finalmente al voto per le comunali

Dario Facci
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(di Dario Facci) Domani finalmente al voto per le Comunali. I seggi saranno aperti il 14 e 15 maggio, con eventuali ballottaggi il 28 e il 29 maggio. Un test che in provincia di Frosinone, vista la quasi totale trasversalità degli schieramenti, può avere un significato solo sotto il profilo dei potentati politici più che riguardo agli schieramenti, diciamo così, tradizionali.

A livello nazionale invece è possibile individuare, dal risultato di queste consultazioni, anche un’indicazione sulla tendenza degli italiani a premiare o meno la linea del governo o delle opposizioni. Questo non tanto per i comuni al voto che sono 791, cioè meno del 10% del totale dei comuni italiani, ma perché 107 di questi sono città oltre i 15.000 abitanti, dove l’indicazione politica può essere apprezzabile e, tra questi, sono 18 i capoluoghi di provincia: Ancona, Brescia, Brindisi, Catania, Imperia, Latina, Massa, Pisa, Ragusa, Siena, Siracusa, Sondrio, Teramo, Terni, Trapani, Treviso, Udine e Vicenza. Di questi uno è anche capoluogo di Regione (Ancona) e uno è anche città metropolitana (Catania). Sette superano i 100.000 abitanti (Ancona, Brescia, Catania, Latina, Siracusa, Terni e Vicenza). I cittadini italiani che potranno recarsi alle urne, nella speranza che lo facciano numerosi, sono 6.314.913. In totale, in questa tornata elettorale, saranno eletti 10.150 consiglieri comunali e nominati 2.933 assessori. Se ci concentriamo sulla nostra regione, il Lazio, questo è il quadro:  i comuni al voto sono soltanto 47. Di questi 14 in provincia di Frosinone, 8 in provincia di Latina, 4 in provincia di Rieti, 4 in provincia di Viterbo e 17 nella città metropolitana di Roma Capitale. Solo 12 di questi superano i 15.000 abitanti e solo uno supera i 100.000 (Latina). Si comprenderà dunque che non si tratta, nel Lazio, come del resto, a maggior ragione, nella provincia di Frosinone dove votano solo due comuni sopra i 15.000 abitanti (Ferentino e Anagni), di una tornata elettorale che possa ritenersi un test valido per individuare le tendenze politiche dei laziali. Tanto più, come dicevamo, stante una situazione di larghissima trasversalità nelle coalizioni con una sola eccezione, ad Anagni, dove esiste un centrodestra individuabile.
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